Deposito scorie nucleari, un team di esperti al lavoro per dimostrare la non idoneità della Tuscia
Former Rheinsberg Nuclear Power Plant Is Dismantled
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VITERBO - Sarà un team composto da geologi, agronomi e altri specialisti, con l’obiettivo di dimostrare l’inidoneità delle aree individuate.

VITERBO – La Provincia di Viterbo al lavoro per dimostrare l’inidoneità delle aree individuate per il deposito di scorie nucleari.

Si è svolta ieri, presso la sede della Provincia di Viterbo, una riunione con i sindaci dei 14 comuni interessati dall’individuazione di potenziali siti per il deposito nazionale delle scorie nucleari. L’incontro, organizzato dall’amministrazione provinciale, ha rappresentato un importante momento di confronto e di condivisione per ribadire, in modo chiaro e deciso, la contrarietà del territorio a questa ipotesi.

Il Presidente della Provincia ha annunciato la costituzione di un team di esperti e tecnici, composto da geologi, agronomi e altri specialisti, con l’obiettivo di dimostrare l’inidoneità delle aree individuate. Attraverso studi approfonditi e dati scientifici, il gruppo analizzerà aspetti legati alla sismicità, all’agricoltura e ad altre peculiarità territoriali che rendono la Tuscia inadatta ad ospitare un progetto di tale portata.

“La Tuscia non è e non sarà mai un luogo idoneo per il deposito di scorie nucleari”, ha dichiarato il Presidente, sottolineando che l’amministrazione provinciale è impegnata con serietà e determinazione a tutelare il territorio, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per proteggere la salute, l’economia e la bellezza paesaggistica che lo caratterizzano.

Nel corso della riunione è stato ribadito che la Provincia intende agire come un punto di riferimento per tutte le amministrazioni locali, garantendo supporto tecnico e istituzionale per contrastare questa ipotesi. Un’azione condivisa e coordinata tra Provincia e Comuni sarà la chiave per costruire una difesa solida e strutturata a favore del territorio.

“La difesa della Tuscia è una responsabilità comune”, ha concluso il Presidente. “Continueremo a lavorare insieme ai sindaci e alle comunità locali per opporci con tutti i mezzi possibili a questa scelta.”

L’amministrazione provinciale intende proseguire questo percorso con la massima serietà e trasparenza, sostenendo le comunità locali e mettendo in campo ogni strumento necessario per difendere il territorio.

 

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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