Deposito scorie nucleari, sindaci Fdi della Tuscia: "Da Meloni scelta che tutela i territori"
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VITERBO - "Oggi si apre invece una nuova fase che tiene in considerazione le istanze delle comunità e la specificità dei territori".

VITERBO – “Accogliamo con favore le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in merito al superamento della Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) e alla volontà del Governo di procedere verso soluzioni alternative per la gestione dei rifiuti radioattivi, come depositi specifici per materiali a bassa intensità.

Una decisione che rappresenta un cambio di passo significativo e che va nella direzione auspicata da tempo dalle amministrazioni locali. La provincia di Viterbo, infatti, era stata pesantemente coinvolta nelle precedenti ipotesi di localizzazione del deposito nazionale, con quasi la metà delle aree idonee individuate proprio nella provincia di Viterbo. Oggi si apre invece una nuova fase che tiene in considerazione le istanze delle comunità e la specificità dei territori: in un momento in cui vediamo proliferare comitati e iniziative che spesso strumentalizzano la legittima preoccupazione dei cittadini, il Governo Meloni, che ringraziamo, dimostra ancora una volta di essere vicino alle esigenze delle realtà locali, adottando un approccio responsabile e rispettoso degli equilibri ambientali, sociali ed economici dei nostri territori.

Cogliamo, infine, l’occasione per ringraziare tutti i rappresentanti istituzionali di Fratelli d’Italia, dal Governo alla Regione, per l’attenzione costante e l’impegno concreto, che si traduce in un’azione politica responsabile, capace di affrontare le sfide e costruire soluzioni condivise e sostenibili”. Così, in una nota congiunta, i sindaci di Fratelli d’Italia della provincia di Viterbo”.

Così in una nota i sindaci di Fratelli d’Italia del Viterbese Stefano Bigiotti, Luca Profili, Matteo Amori, Roberto Camilli, Teresa Pasquali, Luca Beraldo, Luca Giampieri, Vincenzo Girolami, Giuseppe Cesetti e Simona  Fabi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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