Deposito scorie nucleari nella Tuscia, la Regione si costituisce parte civile
francesco rocca
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ROMA - "Le priorità del Lazio sono la tutela ambientale e la difesa di peculiarità uniche delle diverse province". Così il presidente Rocca.

ROMA – La Regione Lazio si costituirà parte civile davanti al Tar del Lazio per l’annullamento della Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) pubblicata dal ministero dell’Ambiente il 13 dicembre 2023, che individua nella provincia di Viterbo uno dei luoghi atti ad ospitare siti di scorie nucleari.

Lo ha deciso il presidente Francesco Rocca, che ieri sera ha firmato la procura per dare mandato all’Avvocatura regionale di promuovere ricorso amministrativo dinanzi al Tar del Lazio.

La decisione è frutto del fatto che non risultano conosciuti – tra gli altri – gli estremi e i contenuti del parere dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radio protezione, né le valutazioni istruttorie svolte dal ministero dell’Ambiente.

“Ribadisco la forte contrarietà dell’amministrazione regionale a ospitare depositi di scorie nucleari. Le priorità del Lazio sono la tutela ambientale e la difesa di peculiarità uniche delle diverse province. La costituzione come parte civile è un atto necessario a garantire la difesa della Tuscia e la prosecuzione del percorso di valorizzazione dei nostri territori”, ha spiegato il presidente Francesco Rocca.

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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