Deposito scorie nucleari, Caporossi (Lega): "Nella Tuscia non ci sono le condizioni per ospitarlo"
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VITERBO - "Dopo un’attenta valutazione, sostenuta dal confronto con professionisti ed esperti, ho preso atto che qui nella Tuscia non esistono le condizioni per realizzare questo progetto". Così Stefano Caporossi, consigliere comunale Lega e candidato al consiglio provinciale nella lista Prima la Tuscia.

VITERBO – “Basta tacere, bisogna avere coraggio. È passato quasi un anno dalla pubblicazione della CNAPI (carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi) da allora ho sempre vigilato attentamente sullo sviluppo del processo di individuazione del sito, ho raccolto le preoccupazioni dei tanti cittadini e agricoltori che si sono rivolti a me per comprendere meglio cosa stava succedendo e ho valutato attentamente, durante la consultazione pubblica, le osservazioni provenienti dai rappresentanti dei territori. Dopo un’attenta valutazione, sostenuta dal confronto con professionisti ed esperti, ho preso atto che qui nella Tuscia non esistono le condizioni per realizzare questo progetto”. Così Stefano Caporossi, consigliere comunale Lega e candidato al consiglio provinciale nella lista Prima la Tuscia.

“I motivi sono semplici – continua Caporossi – e ce li fornisce la stessa SOGIN con i criteri che ha attuato per cercare le aree: criticità sismiche, presenza di vulcani quiescenti, presenza di falde acquifere e corsi d’acqua, presenza di aree naturali protette, imbarazzanti distanze dai centri abitati, mancanza di infrastrutture adeguate per i trasporti eccezionali, individuazione delle aree su terreni agricoli di gran pregio, presenze archeologiche particolarmente rilevanti.

Bastano solo questi semplici e comprensibili elementi per far comprendere che il deposito nella Tuscia non potrà garantire la sicurezza necessaria per il periodo di esercizio previsto per trecento anni.

A chi mi chiederà perché parlo solo oggi rispondo: “perché ieri si è concluso il seminario nazionale con la pubblicazione degli atti ed oggi ho tutti gli elementi per poter affermare la mia idea!”.

Visto il mio ruolo politico, la mia cultura e la mia provenienza agricola non posso più tacere. Cosa dirò ai tanti agricoltori che incontrano problemi quotidiani con le erogazioni dei fondi strutturali se un giorno arriveranno nella Tuscia le scorie nucleari? Cosa faremo di ciò che abbiamo faticosamente pianificato una volta che verrà realizzato il deposito nazionale? Come potremmo più parlare di agricoltura di qualità quando avremo un impianto di smaltimento e stoccaggio di scorie radioattive nei nostri campi? Cosa racconterò a chi sarà costretto a lasciare le proprie aziende agricole perché sottrattegli? Queste domande mi sono posto e che tanti mi hanno rivolto voglio rivolgerle ai tanti rappresentanti delle istituzioni che in questi mesi maliziosamente hanno lavorato con scarsissimo impegno per scongiurare questa fatale evenienza. So che non avrò risposte e che riceverò scomposti attacchi ma io non ho paura di combattere lo farò perché credo nei valori. Voglio concludere questa mia nota suggerendo che nell’individuazione del sito prevalga il buon senso e che non vengano sciupate aree agricole produttive ma che la ricerca di questi siti si rivolga verso aree industriali dismesse in modo tale da rendere fruttuoso e non distruttivo l’importante investimento che dovrà compiere la nostra nazione per mettere in sicurezza questi rifiuti”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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