Deposito nazionale scorie nucleari nella Tuscia, il Consiglio regionale dice no
Foto Daniele Sabatini
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ROMA - "Oggi abbiamo lanciato un altro importante segnale dimostrando come la politica, a tutti i livelli e con una sola voce, è determinata a preservare la Tuscia da scelte che non farebbero che pregiudicare il futuro del territorio fondato su ben altre ed ambiziose prospettive”.

ROMA – Il consiglio regionale all’unanimità ha votato contro l’ipotesi di realizzare nella Tuscia un deposito nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari.

“È quanto stabilito da una mozione che abbiamo presentato insieme ai colleghi Marotta, Panunzi, Novelli e altri di maggioranza e opposizione e condivisa da tutte le forze politiche – così i consiglieri regionali viterbesi di Fratelli d’Italia Daniele Sabatini e Giulio Menegali Zelli -.

La giunta Rocca ha già espresso contrarietà e si è mossa concretamente, costituendosi parte civile di fronte al Tar e chiedendo l’annullamento della Carta nazionale delle aree idonee pubblicata il 13 dicembre scorso.

Non è sostenibile che un territorio ricco di risorse agroalimentari, ambientali e paesaggistiche di altissimo pregio possa farsi carico di scelte così fortemente impattanti, nel momento stesso in cui la Regione è impegnata a liberare la città di Viterbo dalla servitù in materia di rifiuti che la vede costretta da anni a farsi carico di smaltire l’immondizia di tutto il Lazio nei propri impianti. Fortunatamente da parte del Governo Meloni è stata ribadita la volontà di una scelta condivisa, che parta dalla disponibilità dei Comuni inseriti nella mappa e tenga conto del parere delle comunità locali. Non ci saranno dunque imposizioni o scelte calate dall’alto.

Oggi abbiamo lanciato un altro importante segnale dimostrando come la politica, a tutti i livelli e con una sola voce, è determinata a preservare la Tuscia da scelte che non farebbero che pregiudicare il futuro del territorio fondato su ben altre ed ambiziose prospettive”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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