Deposito nazionale di scorie nucleari, il M5S lancia la raccolta firme per il "no"
Foto Massimo Erbetti
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VITERBO - "Unisciti a noi per dire NO al deposito nella Tuscia. Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini a partecipare alla raccolta firme contro il progetto, che si terrà: sabato 12 aprile dalle 16:30 alle 19:00 presso la nostra sede “Valter Labate”, Corso Italia 107, Viterbo".

VITERBO – Il Movimento 5 Stelle dice sì al deposito unico nazionale, ma non nella provincia di Viterbo e lancia, proprio nel capoluogo, una raccolta firme. 

“Il Movimento 5 Stelle è da sempre favorevole alla realizzazione di un deposito unico nazionale
per le scorie nucleari, ritenendolo una scelta necessaria per mettere in sicurezza i rifiuti
radioattivi presenti nel nostro Paese. Tuttavia, riteniamo inaccettabile la localizzazione di questo
sito nella provincia di Viterbo, e in particolare nella Tuscia, per una serie di motivazioni
ambientali, sociali, economiche e di sicurezza – così i pentastellati in una nota -.

Anche se il Comune di Viterbo non è tra i 14 candidati indicati nell’ultima proposta di
localizzazione, non possiamo restare indifferenti: la difesa del nostro territorio e della salute dei
cittadini viene prima di tutto. Siamo stati presenti a manifestazioni, convegni e marce, a Viterbo,
Civita Castellana, Corchiano, e continueremo a esserci, sempre.

Perché diciamo NO al deposito nella Tuscia? Territorio già fortemente compromesso: la Tuscia ospita già numerosi impianti fotovoltaici, eolici e la centrale a combustibili fossili di Civitavecchia. Abbiamo già dato. Vocazione agricola e biologica: qui insistono ben cinque distretti biologici e colture di pregio che rischierebbero danni irreparabili.

Patrimonio naturale e culturale: il nostro territorio è costellato da riserve naturali e siti archeologici unici, pilastri di una vocazione turistica che verrebbe inevitabilmente compromessa. Rischi geopolitici e di sicurezza: in un contesto internazionale instabile, ospitare un sito con
scorie anche ad alta intensità significa trasformare l’area in un possibile obiettivo strategico in caso di conflitto.

Perplessità tecniche: la presenza di rifiuti ad alta intensità (che per legge dovrebbero essere conservati in depositi geologici e non superficiali) solleva dubbi sulla reale sicurezza del progetto. Non siamo contrari per principio al contrario di chi oggi si oppone al deposito ma sogna un
ritorno all’energia nucleare. Noi del Movimento 5 Stelle siamo coerenti: diciamo no al nucleare ieri, oggi e domani. L’Italia ha scelto di uscire dal nucleare nel 1987 e ancora oggi non ha completato lo smantellamento delle centrali esistenti, né risolto il problema delle scorie
pregresse. Pensare di tornare al nucleare significa ignorare la realtà.

Unisciti a noi per dire NO al deposito nella Tuscia. Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini a partecipare alla raccolta firme contro il progetto, che si terrà: sabato 12 aprile dalle 16:30 alle 19:00 presso la nostra sede “Valter Labate”, Corso Italia 107, Viterbo”.

Foto Fisioterapy Center

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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