Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, lotta sulle carte e nelle piazze per difendere la Tuscia
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VITERBO - Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, il Comitato per la salvaguardia del territorio di Canino e della Tuscia aggiorna i cittadini sull'attività in corso e invita alla partecipazione, nel nome della difesa del territorio, alla manifestazione di tutti i distretti e comitati coinvolti programmati per nel periodo febbraio-marzo.

VITERBO – Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, il Comitato per la salvaguardia del territorio di Canino e della Tuscia aggiorna i cittadini sull’attività in corso e invita alla partecipazione, nel nome della difesa del territorio, alla manifestazione di tutti i distretti e comitati coinvolti programmati per nel periodo febbraio-marzo.

“Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ufficialmente avviato la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sulle aree proposte nella Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) con l’obiettivo di pubblicarne la versione finale – spiega in una nota Antonio Menghini, responsabile scientifico del Comitato per la salvaguardia del territorio di Canino e della Tuscia -. Ha pertanto richiesto ai Comuni, alla Provincia e alla Regione di proporre contributi per la stesura del Rapporto Ambientale che validerà questo strumento normativo, con l’obiettivo di giungere alla localizzazione di quelle aree che potrebbero ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, sulle quali si dovrà procedere successivamente alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

A tale proposito questo Comitato si è da subito attivato per fornire supporto tecnico alla Provincia, prendendo atto che i ristrettissimi tempi concessi (entro il 26 dicembre) non consentono di coinvolgere efficacemente tutte le Amministrazioni Comunali interessate. Il documento che proporremo al Presidente Romoli entrerà in merito sia sulla metodologia adottata per selezionare le aree che sulle scelte che stanno a monte della gestione dei rifiuti radioattivi”

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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