Depositi scorie nucleari, Frontini: "Da Pichetto Fratin apertura verso soluzioni più rispettose dei territori"
Ciorba - Frontini
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"Ribadiamo la nostra disponibilità a partecipare attivamente a tavoli di confronto e consultazione, affinché le decisioni future siano frutto di un dialogo costruttivo e trasparente con le comunità locali".

VITERBO – “L’Amministrazione comunale di Viterbo prende atto con attenzione delle recenti dichiarazioni stampa del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, riguardanti la possibilità di rivedere l’attuale strategia sul Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. In particolare, l’ipotesi di ammodernare i depositi esistenti e la prospettiva di un deposito geologico condiviso a livello europeo rappresentano segnali di apertura verso soluzioni più sostenibili e rispettose dei territori coinvolti”. Queste le parole della sindaca Chiara Frontini.

“Pur non essendo formalmente inserito tra i comuni individuati nella Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI), il Comune di Viterbo, in qualità di capoluogo della Tuscia, ritiene fondamentale continuare a svolgere un ruolo attivo nella difesa del territorio – continua la prima cittadina -. La nostra comunità è profondamente legata a un patrimonio ambientale, storico e culturale unico, che deve essere preservato per le generazioni future.

In questo contesto, l’Amministrazione comunale rinnova il proprio impegno a collaborare con tutte le istituzioni, indipendentemente dall’appartenenza politica, per promuovere scelte che garantiscano la sicurezza e il benessere dei cittadini. La tutela della salute pubblica e dell’ambiente deve rimanere una priorità condivisa, al di là delle differenze partitiche.

Ribadiamo, infine, la nostra disponibilità a partecipare attivamente a tavoli di confronto e consultazione, affinché le decisioni future siano frutto di un dialogo costruttivo e trasparente con le comunità locali”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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