
IL CORNER DEL PROFESSORE – Mercoledì 5 novembre nuovo atto di violenza. Leggo “Rissa al Sacrario”. Mi è vicino al cuore perché vado spesso a fare la spesa al supermercato e quasi sempre mi imbatto in persone che sembrano sotto l’effetto di sostanze ricreative. Mi vengono in mente molti episodi di violenza simili, più o meno recenti, sempre al Sacrario e cerco su Google “violenza Viterbo”: trovo moltissime pagine
dedicate. Anche Piazza del comune, il mio ufficio.
Come sempre provo ad andare al punto. Questo è il XXI secolo. Viterbo è in Italia, una delle nazioni più progredite del mondo. Siamo
una provincia “abbastanza tranquilla” e secondo le statistiche e le forze dell’ordine la piccola criminalità sembra fermarsi al termine “piccola”. Ma questo non cambia la nostra percezione che è ben diversa. Recentemente ho scritto di una serie di furti che purtroppo avvengono in
zona. Adesso atti di violenza, coltelli e risse.
Credo sia arrivato il momento di finirla con buonismi e far finta di nulla. La domanda che mi pongo con angoscia è “ci deve scappare il morto per farla diventare criminalità media”?
Il 5 novembre trovo su Il Tempo un articolo: ”Trova ladro in casa e spara. La premier Meloni :”La difesa è sempre legittima”. Forse qualcosa sta per cambiare? Recentemente ho scritto di un qualche vociferare intorno al cimitero e, da quanto ho letto, in seguito alla denuncia di un lettore sembra che qualcosa sia stata fatta. È servito chiamarli in causa direttamente. Ci riprovo.
Nel raggio di 30 metri dal Sacrario ci sono molte attività commerciali. Non chiedo loro di diventare Don Chisciotte, dico di far valere i propri diritti e di rivolgersi insieme alle forze dell’ordine. In realtà parlo di soldi e di economia e di legittima difesa. Personalmente continuerò
ad andare a fare la spesa al supermercato perché, da buon etrusco, sono sicuro di potermi difendere. Forse sono troppo sicuro dei miei limitati mezzi fisici…
Ma quante mamme col carrozzino inizieranno a evitare la zona? Siete pronti a perdere clienti e flussi per non aver fatto valere i vostri diritti? Rinunciate al commercio e alla legittima difesa? Come sopra, vado al punto. Se mi ci trovo lo faccio io, ma quando vedete qualcosa e qualcuno dovete denunciare tutti insieme. Qualcuno più intelligente di me mi ha detto: ”Non possiamo pagare la tassa della paura senza avere la sicurezza del diritto”. Credo che, purtroppo, la frase fotografi la situazione. Qualcosa si deve fare.
Viviamo in una società che richiede un piccolo contributo da parte di tutti. Nulla è più automatico. Non possiamo certo fare come lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia … anche perché il resto del corpo resta di fuori esposto. Proviamo? Trovatevi al bar e organizzatevi. Se
volete e vi fa piacere vengo anche io. Immagino e spero che anche la signora sindaco Chiara Frontini sarebbe onorata dell’invito per organizzare questa battaglia.
Dico sempre che le vetrine accese sono presidio di sicurezza e fondamentali per la vita della città. Le tenete accese ed aperte tutti i giorni ma sembrate dimenticare avere dei diritti. Dovete solo chiedere di rispettarli.
Capisco che coniugare i verbi al “voi” implica che qualcun altro deve fare ma non lancio il sasso e nascondo la mano: se volete e vi fa piacere vengo anche io e sono pronto a partecipare in quello che riterrete opportuno. Qualcosa dobbiamo fare. Qualcosa deve succedere. Non è
possibile sottostare a questa angoscia.
Provo a formulare un piano: 1-Incontro pubblico al bar a Via Marconi per organizzarci. 2-Al prossimo evento violento denuncia corale. 3- Dopo il prossimo evento richiesta a carabinieri, polizia municipale e forze dell’ordine di presenza costante.
Credo che questo si possa fare. Proviamo? Il vento del buonismo a tutti i costi sta cambiando. Proviamo a riprenderci la nostra città?


















