Dentro Forza Italia è clima da lunghi coltelli (il retroscena)
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Giovanni Arena apre alle primarie, nonostante non le abbia mai volute. Lo ha fatto in queste ore con un comunicato inviato alla stampa cittadina. Lo ha fatto dopo un comunicato di Dario Bacocco, candidato alle regionali.

Giovanni Arena apre alle primarie, nonostante non le abbia mai volute. Lo ha fatto in queste ore con un comunicato inviato alla stampa cittadina. Lo ha fatto dopo un comunicato di Dario Bacocco, candidato alle regionali.

Bacocco in un passaggio pronuncia testuali parole: “Concordo con quanto dichiarato da Umberto Fusco, a cui faccio i miei migliori auguri per l’elezione in Senato, circa un mutato quadro politico relativo alle prossime elezione amministrative, soprattutto quelle relative al comune di Viterbo. Un nuovo quadro politico di cui discuteremo con la massima serenità, tenendo conto delle indicazioni fornite dalle elezioni appena concluse. 

Forti dell’esperienza di un centrodestra unito, premiato dagli elettori in queste ultime elezioni, sono certo che insieme alla Lega, ai Fratelli d’Italia e a tutti i movimenti civici di centrodestra, troveremo la migliore sintesi per offrire alla città di Viterbo e agli altri comuni in cui si svolgeranno le elezioni, il miglior candidato e la migliore squadra possibile per vincere le elezioni”. 

Il coordinatore provinciale azzurro apre al dialogo all’interno della coalizione. Ragionamento sensato il suo ma, anche i sassi sanno, poco gradito ad Arena. Arena che punta da tempo a essere il sindaco della coalizione e che ora lancia l’idea primarie perché temerebbe un accordo dei partiti pronto a tagliarlo fuori. In questo contesto nascerebbe l’idea delle primarie. 

Ma dietro a tutto ci sarebbero rapporti non più idilliaci tra Bacocco e Arena. Tensioni figlie del risultato uscito dalle urne per le regionali. Bacocco in corsa ha preso sulla città di Viterbo 286 voti, Francesco Arena (figlia di Giovanni) 592. Tutti si aspettavano il ticket azzurro tra Bacocco e Arena. E invece, dicono i bene informati, non poche sarebbero state le doppie preferenze Arena-Sabatini. Quel Sabatini che ha totalizzato sul capoluogo 2192 preferenze. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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