Democratici e Progressisti: "Michelini inconcludente, danni irreversibili alla città"
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"L’inconcludenza e l’abbandono sono, ormai, la cifra dell’amministrazione comunale di Viterbo, e la vicenda del bilancio è solo l’ultimo atto". Così il Movimento dei Democratici e Progressisti del capoluogo.

“L’inconcludenza e l’abbandono sono, ormai, la cifra dell’amministrazione comunale di Viterbo, e la vicenda del bilancio è solo l’ultimo atto”. Così il Movimento dei Democratici e Progressisti del capoluogo.

Il centro storico è preda della sporcizia e del degrado e i pochi turisti che si vedono passeggiare la domenica sono attoniti rispetto alle bellezze che abbiamo.

La programmazione è la base di un buon Governo a tutti i livelli, comprendiamo, però, che se si rispecchiano a quello nazionale è “normale” che poi si vada a finire così.

Le micro imprese del comparto del commercio, turismo, servizi, i piccoli artigiani sono lasciati in uno stato di solitudine tanto che vediamo giornalmente chiusure di attività, che hanno conseguenze gravissime per le famiglie, i cui problemi sono sistematicamente ignorati.

Lo sviluppo mai attuato, senza nessuna idea di come poter dare alla città una veste dignitosa, dove chi lavora e impiega fondi nelle proprie attività possa sentirsi tutelato e rappresentato.

Stilare dati dimezzati nella realtà e pubblicizzare fondi che oggi purtroppo non portano alcun beneficio non è operazione corretta, sperare nell’arrivo di qualche “gruppo” esterno, non crea né ricchezza né posti di lavoro, e lo sfruttamento del personale non possiamo consideralo una forma di valore aggiunto.

La mancanza di attenzione anche da parte della Regione Lazio a tutela di quelle ultime forme rimaste a consigliare e sostenere le nostre micro aziende è imbarazzante. I danni provocati negli ultimi anni saranno irreversibili e pesanti in una economia già di per sé assente, le sofferenze bancarie ancora non pienamente conclamate, per scelte degli istituti di credito, saranno un macigno che difficilmente potremo, in pochi anni, sistemare.

Noi saremo pronti e attenti a queste problematiche, che conosciamo e che diversi piccoli imprenditori, che ci hanno contattato, hanno posto alla nostra attenzione. La nostra presenza sarà continua e presente vicino a questi soggetti e alle loro famiglie che, con grandissime difficoltà, stanno cercando di andare avanti”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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