Madia a Viterbo: "I lavoratori della Provincia rimangano tranquilli"
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Il Ministro Marianna Madia arriva alla convention del PD viterbese e tranquillizza i lavoratori della Provincia "Tranquilli, non perderanno niente e sulla semplificazione della pubblica amministrazione contiamo di approvare presto i decreti attuativi, per rendere più efficiente la macchina dello stato".

Arrivano i Ministri alla convention viterbese del PD. Ad aprire le danze, questa mattina, è stato il Ministro della Semplificazione Amministrativa, Marianna Madia, accompagnata dai rappresentati del partito locale. Al centro della discussione c’è stato il nuovo assetto della Pubblica Amministrazione, nello specifico la questione del personale delle Province dopo la legge Delrio e la riforma della PA. In sala, infatti, troneggiavano anche molti dipendenti della Provincia, un po’ intimoriti per il loro futuro, e alcuni dei quarantasei precari rimasti a casa.

“I lavoratori della Provincia devono stare tranquilli non perderanno niente e sulla semplificazione della pubblica amministrazione contiamo di approvare presto i decreti attuativi, per rendere più efficiente la macchina dello stato – ha detto il Ministro Madia – Nessuno però deve temere”.

La riforma prevede che la Regione decida, con una propria legge, come strutturare il rapporto con le Province in merito alle funzioni. Sta a Zingaretti decidere se tenerle a sé o rimetterle in mano ai territori. Il personale della Provincia di Viterbo seguirà quanto deciso dalla Regione. Ma nessuno perderà il lavoro o un centesimo”. Una parola anche per i precari e l’impegno e l’augurio che sia possibile ricollocarli. Sulla riforma della pubblica amministrazione la parola chiave è stata “svecchiare”. “Dobbiamo metterci in testa che la pubblica amministrazione va ripensata utilizzando le nuove tecnologie”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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