Della Rocca replica a Mattioli: "L'ordinaria amministrazione è roba da dirigenti e dipendenti"
Viterbo in Festa
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VITERBO - Ad iniziare dal dirigente comunale che riceve circa 120mila euro all’anno, a finire all’ultimo dipendente che fa a gara per prendere una qualche piccola indennità nello stipendio, hanno come lavoro pensare a risolvere questi come altri problemi correnti della comunità usando i circa 160 milioni di budget annuo del comune.

VITERBO – Il professor Francesco Mattioli, giustamente, sulle colonne della Fune affronta la mai risolta sfida, sia vera che percepita, dell’erba alta e la definisce “vero problema”. La sua analisi parte dal decoro, passa alla sicurezza per arrivare alla qualità della vita.

Il professore non ha certo bisogno che gli dia ragione io, ne ha da vendere. Però… è questo il giusto modo di pensare? Nella nostra mente e nella vita esistono contemporaneamente l’ordinaria amministrazione, la pianificazione, i sogni e i problemi veri. É importantissimo dare la giusta rilevanza ad ognuno. Ci provo.

A chi ci dobbiamo rivolgere? La giunta che si candida liberamente per amministrare una città e ne riceve mandato elettorale. Ha onere ed onore dover gestire tutto. Si sono candidati per questo. Ma che significa? Ordinaria amministrazione e di conseguenza erba e buche non dovrebbero essere un problema dell’assessore di turno.

Ad iniziare dal dirigente comunale che riceve circa 120mila euro all’anno, a finire all’ultimo dipendente che fa a gara per prendere una qualche piccola indennità nello stipendio, hanno come lavoro pensare a risolvere questi come altri problemi correnti della comunità usando i circa 160 milioni di budget annuo del comune.

Faccio il profeta: la prossima primavera nascerà l’erba a Viterbo. Probabilmente ho ragione. Visto che è altamente prevedibile e quasi inevitabile bisogna pensarci adesso, coinvolgere un professionista e dargli mandato di risolvere tutto. Chi lo deve fare? Il dirigente del settore.

Pianificazione, quello che si può fare nei prossimi mesi o anni, almeno fino a scadenza del mandato elettorale. Questo è compito della Giunta sebbene supportati dai dirigenti comunali che guidano, attraverso le leggi esistenti, gli intenti dei politici. Quindi politici e dirigenti.

Sogni o promesse elettorali. Purtroppo questa parola bellissima diventa motivo di frustrazione per gli elettori ormai esperti nella delusioni post elettorale perché descrivono come sogni quello che i candidati hanno promesso. Una dipendente comunale di altri tempi mi raccontava che negli uffici descrivevano come “libro dei sogni” i piani strategici delle amministrazioni. Secondo me c’è una confusione terribile.

Le promesse elettorali sono spesso calcoli fatti male. Senza l’oste, come si sul dire. Si fa presto a promettere ma poi bisogna lavorarci, gestire e far lavorare, dare mandato e guidare, ed importantissimo, individuare responsabili e colpevoli se ce ne fossero, ma questo i politici non lo sanno fare. I sogni sono ben altro.

Chiedo sempre ai politici: “quale è la città-la regione o lo stato che sogni?”. Non ho mai risposta. La città che sogno è artistica e turistica, vibrante ed attrattiva, piena di bambini e mamme col passeggino. Dove i ragazzi provano a mettere in pratica i sogni ed i genitori sono orgogliosi non frustrati. Dove l’orgoglio culturale è palpabile. Dove tutti dicono “questa è la mia città, la tengo stretta al cuore”. Come si va in quella direzione?

Risolvere i problemi veri che a Viterbo sono l’economia stagnante e la demografia in continuo calo. Se l’economia non riparte siamo destinati ad una città fantasma che litigherà di erba e di buche e la frustrazione sarà l’unico sentimento provato. In un paio di generazioni non ci sarà più nessuno che voglia lavorare al supermercato o farci le analisi del sangue. Facciamo meno bambini e li spingiamo fuori. Serve un piano, un sogno ma soprattutto un obiettivo, anche difficile da raggiungere, ma una direzione chiara…. ed un po’ di fortuna.

Nel 1969 l’uomo ha messo il piede sulla Luna. Da lì in poi è tutto facile secondo me. Ma veramente l’erba è un problema serio? Il dirigente comunale che percepisce circa 48mila euro all’anno per una cosa chiamata PO, posizione organizzativa, si dovrebbe “organizzare” ed avere già scritto il piano “erba 2024”. Non lo ha? Almeno togliamogli il bonus.

In realtà il professor Mattioli ha ragione ma implicitamente ammette che non siamo capaci a fare le cose semplici e che inevitabilmente diventano problemi e non possiamo risolvere quelli veri. Se pensassi come lui diventerei triste e di conseguenza non voglio essere d’accordo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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