
E tutti
giudicherà e perdonerà, i buoni e i cattivi, i saggi e i mansueti…
E quando avrà finito con tutti, allora apostroferà anche noi:
‹Uscite,› dirà, ‹voi pure! Uscite, ubriaconi, uscite voi, deboli,
uscite voi, viziosi, avanzatevi usurai e usuraie!› E noi usciremo tutti, senza vergognarci, e
staremo dinanzi a lui.
Ed egli ci apostroferà: ‹Porci siete! Con
l’aspetto degli animali e con il loro stampo; però venite anche
voi!› E obietteranno i saggi, obietteranno le persone ricche di
buon senso:
‹Signore! Perché accogli costoro?› Ed egli risponderà: ‹Perché
li accolgo, o saggi, perché li accolgo, o voi ricchi di buon
senso? Perché non uno di loro se ne è mai creduto degno…› E
ci tenderà le sue mani, e noi vi accosteremo le labbra, e
piangeremo… e capiremo tutto! Allora capiremo tutto! Tutti
capiranno…Signore, venga il regno tuo!»
DELITTO E CASTIGO, EDIZIONE EINAUDI, 1996, parte prima, pagina 29.
VITERBO – Fedor Dostoevskij è stato un frequentatore privilegiato delle profondità del cuore umano, del bene e del male, e non finisce di offrirci squarci e visioni del Giudizio Finale, del mondo del dopo. In questa domenica ci permettiamo di consigliare la lettura di Delitto e Castigo ai frequentatori di Palazzo dei Priori. Soprattutto lo consigliamo ai consigliere comunali, in modo particolare a quelli di maggioranza, ma più in generale a tutti, anche a quelli di opposizione. Lo consigliamo perché in questi ultimi giorni sono stati invitati alla verità dal consigliere Bruzziches e vogliamo ribadire questo importante appello del consigliere.
Anche perché la vicenda Bruzziches accende la luce su temi importanti dell’amministrazione della cosa pubblica riguardanti il patrimonio comunale. Cosa è successo, negli ultimi venti anni, sul patrimonio comunale? A oggi non si sa nulla con certezza, sono emersi solo frammenti che sembrano dire che mancherebbero all’appello centinaia di migliaia di euro di affitti per negozi di proprietà del Comune non riscossi. Una roba che se confermata sarebbe un grave danno erariale e su cui è necessario, e davvero d’interesse dei cittadini, fare chiarezza. Perché abbiamo la sensazione che tutti guardino il dito (le presunte minacce di Cavini a corpo politico) e non la luna (l’affare affitti dei beni oggetto del patrimonio comunale)?. Siamo gli unici ad avere questa sensazione o ce l’ha anche la Procura della Repubblica?
La vicenda delle frasi di Cavini, degne del film il Ras del quartiere con Diego Abatantuno, da quanto ci sembra di avere compreso matura all’interno della più larga e complessa vicenda dello stato del patrimonio comunale, lato affitti.
Di questa cosa non sembra volere parlare nessuno e allora lo facciamo noi. I fatti che sono sotto la luce del sole sono i seguenti. All’arrivo della nuova amministrazione Frontini oltre al dirigente del settore Patrimonio e all’assessore al Patrimonio Angiani la sindaca sente l’esigenza di nominare anche un consigliere delegato al Patrimonio nella persona di Marco Bruzziches. Una calca di incarichi che non trova precedenti nella storia comunale (sempre che la memoria non ci inganni). Ci domandiamo perché ci si sia fermati ad aggiungere un consigliere delegato al tandem assessore-dirigente e non si sia andati oltre. Per esempio si poteva nominare anche un sottosegretario al patrimonio o addirittura un ministro al Patrimonio…
Al di là delle battute scherzose il dato della “calca” di incarichi rimane e si palesa con questa amministrazione. Ci domandiamo cosa abbia prodotto la compresenza di tutti questi “responsabili” al Patrimonio. Ci domandiamo quale è stato l’operato di Angiani, quale quello del consigliere Bruzziches e che situazione è emersa.
A quale verità, che sarebbe di conoscenza dei consiglieri di maggioranza, fa riferimento Bruzziches nelle sue interviste? Ci domandiamo se durante l’inchiesta in corso siano stati ascoltati anche i dirigenti del patrimonio del presente e del passato, se siano stati acquisiti documenti sugli affitti, sulle vendite, sullo stato di mantenimento dei beni patrimoniali comunali. E se no, perché no?
Essendo la questione in generale piuttosto nebulosa, magari solo per noi, ci chiediamo se esistano altre indagini in corso che stanno trattando la questione nello specifico e ci domandiamo se magari tutto poi andrà a confluire insieme. Ci chiediamo se ci siano dei collegamenti tra quanto sarebbe accaduto sul patrimonio comunale e la vicenda Bruzziches. Che legami ci sono tra Bruzziches e il patrimonio comunale? Cosa sa il consigliere? E’ stato minacciato per quello che sa? E le minacce cosa servivano a coprire? Ha raccontato quello che sa sul patrimonio alla Procura? Altri consiglieri sanno cose sul patrimonio, forse è questa la verità a cui fa appello Bruzziches, ma fanno finta di non sapere?
Se qualcuno minaccia un corpo politico lo dovrebbe fare per ottenere qualcosa. In questo specifico caso qual è il movente della presunta minaccia? Parliamo tutti di una minaccia senza chiederci nulla, nessuno, del movente. Ha senso un simile atteggiamento su un tema così delicato?
Perché le opposizioni non fanno questo tipo di domande? Perché “ipnotizzati” dal dito delle dimissioni della sindaca non guardano alla luna della situazione del Patrimonio da cui tutto dovrebbe avere avuto origine? E non sono i consiglieri comunali stati eletti per preoccuparsi degli interessi dei viterbesi (e gli affitti non riscossi sono un interesse dei cittadini) piuttosto che di mettere fine anticipatamente all’amministrazione Frontini? Perché hanno lavorato tanto per costruire una mozione di sfiducia e non hanno considerato per un secondo l’opportunità di chiedere la costituzione di una commissione d’inchiesta comunale sul patrimonio?
I viterbesi, che leggono tutti i giorni delle minacce stile Ras del quartiere con Cavini nei panni di Abatantuono, non percepiscono che c’è dell’altro che li interessa davvero che nessuno affronta? Chi sa parli, chi conosce parli e dica la verità su questa vicenda. Forse c’è un delitto (minacce a corpo politico), forse ci sarà un castigo (lo deciderà il Tribunale) ma sicuramente non mancherà il perdono per tutti come Dostoevskij racconta di Dio.


















