Delegazione italiana di viterbesi a Gijòn per un seminario con le leggende viventi del Krav Maga
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GIJON - Quest’anno l’evento Krav Maga’s Living Legend 2018 ha visto la partecipazione di ben sei istruttori top israeliani: Avivit Cohen, Lea Dray, Ron Rotem, Yigal Arbiv, Steve Moshe, Kfir Itzhaki e di due Gran Maestri: Haim Gidon e Uri Refaeli, allievi diretti del fondatore del Krav Maga Imi Lichtenfeld.

GIJON – Una delegazione italiana guidata dal Maestro Carlo Mancini, si è recata in Spagna, precisamente a Gijòn, per quello che è universalmente considerato il più grande evento di Krav Maga in Europa.

Quest’anno l’evento Krav Maga’s Living Legend 2018 ha visto la partecipazione di ben sei istruttori top israeliani: Avivit Cohen, Lea Dray, Ron Rotem, Yigal Arbiv, Steve Moshe, Kfir Itzhaki e di due Gran Maestri: Haim Gidon e Uri Refaeli, allievi diretti del fondatore del Krav Maga Imi Lichtenfeld.

Un evento grandioso, con numerosi praticanti dalle migliori palestre d’ Europa. Un seminario intenso, di un livello tecnico molto elevato, in cui sono state mostrate tecniche di combattimento e difesa corpo a corpo, sia a mani nude, sia contro minacce armate.

La delegazione italiana, oltre che dal Maestro Carlo Mancini, viterbese doc e fondatore del Club Krav Maga Viterbo, era composta dall’ Istruttore Danilo Santini di Krav Maga Soriano e dagli Istruttori Stefano Smera e Cesare Martinelli di Krav Maga Vetralla. “Una esperienza incredibile – afferma il Maestro Mancini – potersi allenare con istruttori di questo livello è un grande onore ed un privilegio immenso. Qui c’ è lo spirito del vero Krav Maga – e continua dicendo – Facciamo tesoro di questa esperienza per offrire ai nostri allievi una didattica di altissimo livello. Per essere migliore ti devi confrontare con i migliori – e conclude – Ringrazio Armando Carriles l’organizzatore di questo fantastico evento per la passione che mette nella promozione del vero Krav Maga Israeliano e per
l’amicizia, la disponibilità, la professionalità dimostrata nei nostri riguardi”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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