
VITERBO – A Palazzo dei Priori sta per scoppiare la “guerra della delega all’Ambiente”. Il sindaco Giovanni Arena l’ha tenuta per sé a lungo, poi in una breve parentesi l’aveva messa nelle mani di Giulio Marini (da giugno ad agosto dello scorso anno). Quindi di nuovo Arena in solitudine, lui e una delega all’Ambiente che poco ha praticato.
Questione che in maggioranza, da tempo, fa storcere la bocca e che venerdì mattina ha trovato una miccia in un intervento del consigliere di Fondazione Sergio Insogna. La seconda commissione era stata convocata per decidere su aumento della Tari. Tema non certo neutro. Constatando l’assenza del primo cittadino Insogna ha chiesto la sospensione della discussione e il rinvio in consiglio nella speranza della presenza al dibattito del sindaco delegato all’Ambiente.
Una mossa, quella dell’uomo di Fondazione, che dice molto altro sul clima e su una nuova tensione all’orizzonte. Anche perché il tema Ambiente è molto importante e porta in pancia la difficile tematica dell’igiene urbana.
“Questo sindaco ha tenuto per tre anni la delega all’Ambiente quando invece avrebbe dovuto darla a un assessore che poteva lavorarci a tempo pieno – dichiara Insogna -. Perché abbia preso questa decisione rimane un mistero e più si va avanti e meno sembra comprensibile a tutti, anche a noi che lo sosteniamo”.
“Stiamo parlando di una delega che ha in capo questioni importanti e che meriterebbero la massima attenzione – continua Insogna -. Quello che si decide sulla Tari lo pagano i viterbesi e il servizio che si mette in atto lo scontano tutti i cittadini nei suoi funzionamenti e nelle sue carenze. Per questo ho chiesto ai colleghi di commissione di rimandare tutto al consiglio, magari lì il sindaco-delegato all’Ambiente ci sarà”.

















