Del Moro: “Il momento che il nostro Paese e le nostre imprese stanno vivendo non ha precedenti nella storia italiana”
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VITERBO – Una interessante riflessione del presidente Del Moro sull’ attuale situazione  economica e sulle proposte di Confartigianato nei confronti del governo per sostenere le aziende e gli imprenditori italiani.

VITERBO – Il momento che il nostro Paese, le nostre imprese, le nostre famiglie, il nostro sistema sanitario stanno vivendo non ha precedenti nella storia italiana degli ultimi decenni. Eppure, se insieme all’emergenza sanitaria   dovuta   alla   diffusione   del   Coronavirus   non   si   farà   realmente   fronte   anche   all’emergenza economica, quando l’epidemia sarà passata rischiamo di ritrovarci un’Italia impoverita e distrutta, che farà fatica a ripartire.

Per questo credo che, come Confartigianato, sia utile fare delle proposte all’Esecutivo in favore soprattutto della tutela delle pmi. A cominciare dall’estensione al 31 dicembre 2020 della moratoria per i mutui accesi dalle   imprese   italiane   per   la   quota   capitale.   Una   soluzione   accessibile,   che   preveda   una   certa collaborazione da parte degli istituti di credito. In seconda battuta, sempre in tema dei rapporti con le banche, ritengo necessaria la sospensione delle regole di Basilea 2 e 3 e dei criteri di rating per le imprese colpite dall’inattività dovuta all’espandersi del Covid-19.

Per quanto riguarda il contributo una tantum per le partite iva, scongiurato scandalo del click day, il

riconoscimento andrebbe esteso a tutte le categorie, senza vincoli: il bonus di 600 euro è un segnale

positivo, ma l’importo è del tutto insufficiente, specie se pensiamo che sono proprio i possessori di partita iva che fino ad oggi hanno contribuito al fondo per gli ammortizzatori sociali per tutte altre categorie, senza aver mai potuto usufruire di qualsivoglia aiuto.

Crediamo sia altresì necessario procedere con la decontribuzione totale del lavoro dipendente per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 per quelle aziende che, nonostante l’emergenza sanitaria, hanno continuato a lavorare. Per chi, invece, come hotel, bar, ristoranti e pasticcerie e altre imprese del settore ricettivo, della ristorazione o del benessere, è costretto a non lavorare, va prevista una esenzione per quanto riguarda l’Imu almeno per il primo semestre 2020.

Inoltre, per le imprese in regola al 29 febbraio 2020 va rilasciato in automatico il Durc fino al 30 giugno.

Ciò perché è necessario che il Governo vari un piano straordinario di piccole opere pubbliche, magari con importo inferiore ai 150mila euro, per permettere il rilancio dell’economia dei territori dopo che sarà terminata l’emergenza Coronavirus. Così si favorirà la ripresa delle piccole aziende locali di tutta Italia, che non possono accedere ai grandi appalti di livello nazionale ma che a loro volta darebbero lavoro e liquidità ad altrettante piccole aziende artigiane dei territori.

Voglio, infine, manifestare la vicinanza, mia e dell’associazione, ai titolari delle attività che devono restare chiuse o che comunque stanno subendo pesantemente gli effetti del blocco. Penso soprattutto agli edili, a quelli  dei  settori  benessere  e  alimentare,  agli  esercizi  di  somministrazione.  Un  grazie,  in  ultimo,  ai dipendenti di Confartigianato Viterbo che in questi giorni difficili mantengono in funzione la nostra struttura, dando risposte immediate ed efficaci a chi si rivolge loro anche solo per qualche parola di sostegno.

Un abbraccio, virtuale e nel rispetto delle distanze, come segno di stima vicinanza a tutti i nostri associati.

Michael Del Moro

Presidente di Confartigianato Imprese di Viterbo

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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