Del Moro (Confartigianato): "Per ripartire serve dare ossigeno alle piccole e medie imprese"
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VITERBO - Sulla ripartenza dall'emergenza Covid-19 interviene il presidente di Confartigianato Viterbo Michael Del Moro, che indica una serie di priorità necessarie per rimettere in moto le piccole e medie imprese. 

VITERBO – Sulla ripartenza dall’emergenza Covid-19 interviene il presidente di Confartigianato Viterbo Michael Del Moro, che indica una serie di priorità necessarie per rimettere in moto le piccole e medie imprese. 

La Fase2 e le successive non potranno prescindere dal rilancio del sistema produttivo delle piccole imprese. Dal Governo centrale, pertanto, ci aspettiamo che si facciano scelte specifiche, con
investimenti che privilegino ripresa e sviluppo.

Il primo passo non può che essere una riforma fiscale che metta al centro il mondo dell’impresa e del lavoro. Come Confartigianato, riteniamo giusto presentare alcune proposte in favore delle piccole e medie imprese del nostro territorio: dimezzamento o azzeramento del premio INAIL per il 2020 per compensare le maggiori spese per la sicurezza che le aziende dovranno affrontare; riduzione del premio INPS del 50% per un anno per tutte le aziende che non licenzieranno
dipendenti; ciò sia per aiutare le imprese, sia per impedire che molti lavoratori perdano il loro impiego. Inoltre si tratterebbe di un risparmio anche per lo Stato, che risparmierebbe su migliaia di ipotetiche indennità di disoccupazione; abolizione IMU su capannoni, negozi, uffici e strutture ricettive per il solo 2020 al fine di non acuire le difficoltà delle aziende; decontribuzione totale per tre anni sulle nuove assunzioni di personale che attualmente percepisce indennità di disoccupazione o reddito di cittadinanza.

Le imprese artigiane sanno tenere botta e hanno da sempre, per definizione, la capacità di costruire e ricostruire il proprio futuro. Sono la spina dorsale del nostro Paese, ma l’emergenza coronavirus le ha messe in ginocchio: le nostre pmi non chiedono liquidità diretta allo Stato, ma sgravi fiscali e contributivi per poter riprendere a lavorare con dignità. Solo così si permetterà a migliaia di aziende di ripartire e di non chiudere la saracinesca definitivamente”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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