“Degrado nel centro storico, servono misure concrete”
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VITERBO - Il Comitato di quartiere San Pellegrino sollecita l'amministrazione comunale.

VITERBO – Degrado nel centro storico. Il direttivo del Comitato di quartiere San Pellegrino  sollecita l’amministrazione comunale.

“Eppur si muove.  E’ un fatto positivo che il sindaco e la giunta comunale abbiano manifestato l’intenzione di intervenire in modo più deciso per contrastare i fenomeni di degrado nel centro storico di Viterbo.

Durante la seduta del consiglio comunale dell’8 settembre sono state pronunciate parole forti da parte di esponenti delle forze politiche di maggioranza al potere che denunciano una situazione di degenerazione dilagante. Anche le minoranze consiliari si sono espresse con toni preoccupati. Il sindaco ha, peraltro, annunciato un prossimo incontro col prefetto per concertare il da farsi.

L’episodio più recente di un drammatico accoltellamento ai danni di un ragazzo poco più che ventenne, avvenuto nel centro storico della città, evidentemente è suonato come un campanello di allarme.

Sono anni che il comitato di quartiere San Pellegrino denuncia, nemo propheta in patria, lo stato di abbandono, l’incuria, il malcostume, la mancanza di controlli e il degrado del quartiere e di tutto il centro storico.

Che è diventato sempre più teatro di risse, violenze, schiamazzi, atti vandalici, fenomeni di ubriachezza molesta e di spaccio di droga. Con la movida notturna che degenera in mala movida, provocando insicurezza e invivibilità.

La gravità delle condizioni in cui versa la città impone una reazione determinata per affrontare i problemi, con un approccio di soluzione anche a monte e non soltanto a valle, e invertire il corso degli eventi.

Viterbo ha le potenzialità e le risorse per rinascere e riprendersi correggendo la rotta e la colpevole inerzia istituzionale. In questa prospettiva, il direttivo del comitato di quartiere San Pellegrino sollecita l’amministrazione all’adozione di misure concrete che facciano seguito alle parole offrendo la sua collaborazione per risalire la china e liberare la città da degrado e degenerazione”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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