Degrado alla stazione ferroviaria di Bagnaia (o quello che ne resta)
stazione bagnaia
CNA 800x120
Sono furiosi a Bagnaia, oramai la stazione è diventata “proprietà privata”. E' inaccessibile al pubblico. Non presenziata da oltre un anno, chi abita al piano superiore, ha pensato bene di trasformare la stazione in proprietà privata (così raccontano).

di Gianfranco Lelmi

Sono furiosi a Bagnaia, oramai la stazione è diventata “proprietà privata”. E’ inaccessibile al pubblico. Non presenziata da oltre un anno, chi abita al piano superiore, ha pensato bene di trasformare la stazione in proprietà privata (così raccontano).

La sala di aspetto è divenuta un deposito di mobili, urla un anziano signore affezionato alla ferrovia. Una sbarra blocca l’accesso al piazzale una volta adibito a carico e scarico merci; una roulotte oramai staziona perennemente nei pressi, dicono che il proprietario ha scambiato per un camping il piazzale adiacente la ferrovia.

Raccontano sempre, che un gazebo e un orto privato sono sorti su uno dei lati della stazione. L’acqua per innaffiare tale orto viene prelevata dalla fontana pubblica. Raccontano che se piove, i locali della stazione rimangono chiusi pertanto i passeggeri restano esposti alle intemperie. Puoi suonare il campanello quanto vuoi, difficilmente ti risponderanno. Oramai, dicono, gli utenti della ferrovia rinunciano a utilizzare il treno poiché detta stazione non esiste più. Una serie di panni stesi hanno portato la stazione a un tale degrado, che infastidisce l’occhio dell’osservatore.

Sono in molti, come dicono, a voler denunciare questo “sopruso”. Eppure in tutta questa storia c’è una verità che molti non conoscono. Purtroppo la stazione è stata dismessa da circa un anno ed è stata data in locazione a un addetto all’armamento (così raccontano). Con grande rammarico degli abitanti di Bagnaia, la loro stazione non c’è più, continua il lento degrado della ferrovia. Eppure un centro abitato privo di stazione è una cosa inconcepibile. La colpa, come riportano, è della Regione che non vuole spendere e preferisce investire sul trasporto su gomma a discapito della salute e del benessere dei cittadini. Qualcuno osserva: almeno quei panni penzolanti dalle finestre, potrebbero evitarli.

800 Confartigianato
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
Fune 300x300
Onda
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
monastero interno
aiac_banner_01