"Dedicheremo il Trasporto alle popolazioni colpite dal terremoto, ai nostri fratelli"
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“Dedicheremo il Trasporto di quest'anno alle popolazioni colpite dal terremoto, i nostri fratelli”. Queste le parole pronunciate a più riprese dal palco delle 'Cene in piazza con i facchini' dal presidente del Sodalizio Massimo Mecarini.

“Dedicheremo il Trasporto di quest’anno alle popolazioni colpite dal terremoto, i nostri fratelli”. Queste le parole pronunciate a più riprese dal palco delle ‘Cene in piazza con i facchini’ dal presidente del Sodalizio Massimo Mecarini.

La commozione per i tanti lutti e la distruzione del sisma che ha colpito il Centro Italia è entrata nel cuore di piazza San Lorenzo, dove ogni sera sono arrivate migliaia di persone. La colletta alimentare, inizialmente pensata per le Caritas locali, è stata destinata ai terremotati. Così come il ricavato della pesca di beneficenza organizzata dall’Avis. Il Sodalizio ha anche donato il ricavato, sottratte le spese, della cena di mercoledì e si è accordato con il noto ristorante Porca Vacca per una ulteriore donazione di mille euro in cambio della possibilità di utilizzo del motto “Sotto col ciuffo!” per il nome di un panino.

Ma il gesto simbolico più forte è sicuramente la dedica del Trasporto. Dedica ai colpiti dal sisma che si somma a quella a Nadia Benedetti, imprenditrice viterbese uccisa a luglio a Dacca dall’Isis.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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