Decreto F-gas respinto, soddisfazione per Confartigianato
de simone 1
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Respinto al mittente: il decreto sugli F-gas varato dal Governo in via preliminare il 16 marzo scorso non ha superato l’esame del Consiglio di Stato che lo ritrasmesso al Ministero dell’Ambiente.

Respinto al mittente: il decreto sugli F-gas varato dal Governo in via preliminare il 16 marzo scorso non ha superato l’esame del Consiglio di Stato che lo ritrasmesso al Ministero dell’Ambiente. Motivo: vanno chiariti e modificati aspetti di forma e di sostanza legati soprattutto agli adempimenti e ai costi burocratici a carico delle imprese e ne va ricontrollata la conformità con le norme europee per evitare che l’Italia applichi condizioni peggiorative rispetto al resto del Continente.

La bocciatura del Consiglio di Stato suona come musica per le orecchie di Confartigianato che proprio sulla richiesta di semplificare gli adempimenti economici e burocratici del decreto ha ingaggiato una lunga battaglia con il Ministero dell’Ambiente.

”Quella delle norme sull’uso dei gas fluorurati a effetto serra è infatti una vicenda che si trascina ormai da molti anni e riguarda migliaia di aziende che utilizzano questo tipo di gas dagli impiantisti agli autoriparatori” dichiara Andrea De Simone.

”Una questione che coinvolge anche tutte quelle attività che operano su apparecchiature di uso domestico e industriale contenenti i cosiddetti F-gas dalle pompe di calore, gruppi frigoriferi, ai condizionatori d’aria, lavatrici industriali, climatizzatori in abitazioni e su auto” continua il segretario di Confartigianato imprese di Viterbo.

I gas serra, si sa, sono nocivi per l’ambiente e l’Europa nel 2014 ha emanato un Regolamento per disciplinarne le emissioni. Ma in Italia, come sempre, esageriamo con la burocrazia. E anche il decreto che recepisce le norme europee ne conteneva un bel po’. Tanto da ricevere lo stop del Consiglio di Stato.

E ora Confartigianato riparte all’attacco per chiedere al Ministero dell’Ambiente una adeguata semplificazione del decreto che, una volta corretto, dovrà tornare al vaglio del Consiglio di Stato per il sì definitivo e il successivo via libera finale da parte del Governo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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