

Questione decadenze per assenze ingiustificate, un terzo del consiglio comunale nel limbo da aprile. Anche se i più sostengono che tutto si risolverà in una bolla di sapone.
Ieri il tema è stato affrontato dalla conferenza dei capigruppo, che ha deciso che il consiglio valuterà le posizioni dei consiglieri con un numero di assenze superiori a quanto stabilito dal regolamento all’interno di un consiglio tra quelli programmati prima della pausa estiva.
Tutta la vicenda era stata innescata durante l’ultimo consiglio di aprile, quando si sarebbe dovuta affrontare la vicenda della decadenza Moltoni e invece venne aggiunta ulteriore carne al fuoco, tirando in ballo anche altri colleghi per via delle ripetute assenze.
A muovere la scacchiera in questa direzione il presidente del consiglio Marco Ciorba, che in punta di regolamento ha chiesto ai colleghi assenteisti di fornire quanto prima giustificazione.
Il regolamento stabilisce la possibilità di decadenza, che deve essere comunque votata dal consiglio, per chi è mancato per cinque incontri consecutivi o otto nel corso dell’anno. Fissa inoltre come giustificazioni valide: gravi motivi familiari, di salute, istituzionali e legittimo impedimento.
A chiedere un intervento del presidente verso gli assenteisti erano stati nei mesi precedenti il consigliere Cinque Stelle Gianluca De Dominicis e Daniela Bizzarri del Pd.
La questione ha finito per interessare parecchi consiglieri, per le assenze nell’anno 2015. Più volte è mancato Filippo Rossi di Viva Viterbo, ma nel meccanismo sono finiti anche cinque del Pd: Arduino Troili, Martina Minchella, Melissa Mongiardo, Patrizia Frittelli e Mario Quintarelli. Poi c’è anche l’opposizione con Vittorio Galati, Luigi Maria Buzzi di Fratelli d’Italia e Antonella Sberna di Forza Italia.
Per molti di loro è solo questione di presentare le giustificazioni, essendo stati fuori dalla sala d’Ercole per problemi e impedimenti in linea con quanto prevede lo statuto. Per altri sarà più complicato.

















