
Ha debuttato ieri pomeriggio nelle sale cinematografiche di Berlino, la terza edizione dell’Italian Film Festival, versione tedesca del Tuscia Film Fest che vede come suo direttore il viterbese Mauro Morucci, ideatore di entrambe le manifestazioni. Un debutto di classe, però, era già stato fatto giovedì all’interno delle sale dell’ambasciata italiana a Berlin, fortemente voluto dall’ambasciatore Pietro Benassi e al quale hanno partecipato anche Carlo Verdone e Rocco Papaleo, ospiti del festival.
Le proiezioni regolari sono iniziate nel pomeriggio, per una giornata dedicata all’attore e regista romano. L’Italian Film Festival, infatti,è la prima tappa di uno speciale omaggio berlinese a Carlo Verdone, che proseguirà nei due mesi successivi in vari cinema cittadini. Non è tutto: al regista e attore romano sarà dedicata anche un’inedita monografia in doppia lingua, italiano/tedesco, a cura di Christos Cristos Acrivulis.
Mauro Morucci, ha poche ore dal debutto non ha nascosto la sua soddisfazione: “Il festival è organizzato in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura, con il quale siamo in rapporti sin dalla prima edizione: ci hanno fatto molto piacere le parole dell’ambasciatore d’Italia, Benassi, che ha elogiato il nostro lavoro e l’importanza che hanno il cinema e la cultura in generale per rinsaldare i legami di amicizia tra Italia e Germania. Ciò dimostra che il nostro lavoro è stato apprezzato. E il fatto che l’ambasciata abbia voluto organizzare quest’anteprima è motivo d’orgoglio”.
Il festival è composto da undici film, otto incontri con il pubblico, più di 20 proiezioni tutte presso il prestigioso cinema Babylon. L’obiettivo è di esportare il meglio del cinema italiano degli ultimi anni in Germania, già al centro dell’edizione dell’edizione 2014 con più di 2500 presenze in soli tre giorni (ospiti furono Pif, Alice Rohrwacher, Fabrizio Gifuni, Edoardo Leo, Marco Martani e Michele Astori). Tutti i film sono in lingua italiana con sottotitoli in inglese.
Per l’occasione – sempre al Babylon – saranno allestite anche due mostre Lazio, la grande bellezza curata da Franco Grattarola e dal fotografo Francesco Galli dedicata ai luoghi e i protagonisti del cinema della regione italiana e Le città perdute, sui centri abbandonati nell’Alto Lazio sempre di Fransco Galli organizzata in collaborazione con l’Agenzia di Promozione del Turismo del Lazio.
L’ambasciatore Benassi con Papaleo e VerdoneIl debutto all’ambasciata, invece, è stata anche l’occasione per stringere rapporti e portare, insieme al cinema italiano, anche un po’ di Viterbo e di Lazio a Berlino. “Durante il ricevimento – ha detto Morucci – ho avuto modo di incontrare per la prima volta il nuovo direttore dell’Istituto italiano di cultura, Luigi Reitani, con il quale ci siamo dati appuntamento a novembre per pianificare la prossima edizione.”.
Domani i lavori riprenderanno alle 15.30, con la proiezione della commedia “Se Dio Vuole” di Edoardo Falcone. A seguire, alle 17.30, sarà la volta di “Anime Nere” di Francesco Munzi alla presenza di Gioacchino Criaco, autore dell’omonimo libro da cui è stato tratto il film. In serata, invece, si parlerà di musica, cinema e italiani all’estero con “Localeuropa – Musica valida per l’espatrio”, il documentario di Francesco Cordio che seguendo il recente tour europeo del trio Max Gazzé, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi ha raccolto storie, amori e passioni di giovani espatriati. In sala, al termine, sarà possibile conversare con il regista e Daniele Silvestri.
Domenica pomeriggio sarà la volta di Edoardo Leo e della sua commedia “Noi e la Giulia”, da lui diretta e interpretata. Per il regista e attore romano si tratta di un ritorno all’Italian Film Festival Berlin dopo la partecipazione dello scorso anno con “Smetto quando voglio” e “Buongiorno Papà”. A seguire Rocco Papaleo presenterà “Una piccola impresa meridionale”, suo ultimo film diretto e interpretato con Riccardo Scamarcio e Barbora Bobulova.
Ma gli appuntamenti non finiscono qui. Da quest’anno, infatti, al Babylon verranno proiettate anche una serie di pellicole selezionate nella sala 2 e 3, come “All’improvviso Komir” di Rocco Ricciardulli e con Gaia Bermani Amaral, che saranno entrambi presenti a Berlino, o “The Last days of Tacheles” film italo-berlinese di Stefano Casertano sugli ultimi giorni del centro sociale più celebre della Berlino riunificata, o ancora “Song Birth”, documentario di Simona Irrea dedicato ai cantatuatori metropolitani di oggi e, infine, “Belluscone”, il film di Franco Maresco David di Donatello 2015 come migliore documentario.

















