Debito fuori bilancio di mille e duecento euro, opposizioni contestano il voto senza numero legale
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VITERBO - Il debito fuori bilancio è ridicolo dal punto di vista della cifra ma non della forma e delle conseguenze possibili.

VITERBO – Il consiglio comunale ha approvato un debito fuori bilancio per mille e duecento euro ma l’approvazione è avvenuta senza il numero legale. In aula infatti erano presenti, al momento del voto, solo 16 consiglieri più il sindaco. Da regolamento ne mancava uno ma il segretario comunale ha avuto una svista ed è andato avanti. Un fatto che ha creato una certa maretta tra i consiglieri, visto che le opposizioni erano uscite appositamente per fare mancare il numero legale viste delle assenze in seno alla maggioranza. 

Così le minoranze hanno preso carta e penna e scritto una lettera per segnalare la vicenda a Comune (sindaca, presidente del consiglio, segretaria comunale e dirigente del secondo settore), prefetto e alla Corte dei Conti. A firmarla i capigruppo Andrea Micci, Elpidio Micci, Letizia Chiatti, Laura Allegrini, Alvaro Ricci, Giulio Marini e Luisa Ciambella.

Il debito fuori bilancio è ridicolo dal punto di vista della cifra ma non della forma e delle conseguenze possibili

“Risultavano presenti in aula – evidenzia l’opposizione nella lettera-esposto – 16 consiglieri comunali, oltre il sindaco, rispetto ai 32 assegnati”. L’opposizione si appella all’articolo 47 del regolamento del consiglio comunale, che recita: “Per la validità delle sedute del consiglio è necessaria, in prima convocazione, la presenza di almeno la metà più uno dei consiglieri assegnati e, in seconda convocazione, la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco”. Quella del 23 maggio sarebbe stata la prima convocazione, in prosecuzione dal 21 maggio, sostiene l’opposizione.

“Appare evidente – continuano nella lettera – l’errore in cui sarebbe caduto il segretario generale, in palese violazione dell’articolo 47 del regolamento comunale. Avrebbe dovuto agire e, quindi, accertare che i presenti in aula erano in numero inferiore a quello previsto (16+1, non computando a tal fine il sindaco). Conseguentemente avrebbe dovuto avvertire il presidente del consiglio della mancanza del numero legale, e quest’ultimo sospendere il consiglio comunale. Invece è stata dichiarata valida la votazione, approvata la delibera e si è proceduto con una velocità mai riscontrata all’appello finale per la chiusura del consiglio comunale”.

“Si invita – conclude l’opposizione – il secondo settore a valutare la possibilità di sospendere la liquidazione del debito fuori bilancio di cui alla proposta di delibera di consiglio comunale come emendata e votata nella seduta del 23 maggio. Nonché le signorie vostre, per quanto di rispettiva competenza, ad adottare eventuali atti necessari e utili al ripristino del possibile vizio di regolarità dell’atto, onde evitare possibili danni erariali a carico dell’amministrazione, ovvero un procedimento dinanzi all’autorità giudiziaria che comporterebbe un inutile aggravio di spese e costi per l’ente”.

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