De Simone: “Una città accogliente, un centro storico vivo e investimenti nella cultura del lavoro per ridare un futuro a Viterbo”
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“Rimettere al centro il lavoro, per restituire un futuro a Viterbo”. Questo l'impegno di Andrea De Simone, candidato alle comunali del 10 giugno nella lista di Fratelli d'Italia.

“Rimettere al centro il lavoro, per restituire un futuro a Viterbo”. Questo l’impegno di Andrea De Simone, candidato alle comunali del 10 giugno nella lista di Fratelli d’Italia.

Lo sviluppo turistico come volano di crescita ma anche la capacità di governare la città puntando a rafforzare il senso di comunità, a ridare dignità al centro storico, a rendere più accoglienti i quartieri. Questi i temi nell’agenda del direttore di Confartigianato.

“Viterbo non ha ancora trovato la strada per esprimere al meglio il suo potenziale come luogo turistico. Eppure la sfida è a portata di mano – così De Simone -. Non servono però i soliti e superati slogan, occorre sviluppare una vera programmazione. Un progetto capace di costruire, mattone dopo mattone, la dimensione turistica del capoluogo della Tuscia. Serve una strategia di comunicazione turistica adeguata e capace di intercettare l’attenzione, una pianificazione dell’accoglienza ma soprattutto ripartire da un centro storico rimesso a nuovo: pulito, sicuro, coinvolgente. Tutto questo, già di per sé è lavoro. Lavoro di preparazione che spiana la strada all’apertura di nuovi negozi e botteghe artigiane, tradizionali e innovative. Che riempie le strutture ricettive e i luoghi di attrazione: dai musei alle strutture termali, passando per le attività che organizzano escursioni, eventi e molto altro. C’è un mondo a portata di mano, è mio impegno iniziare a lavorarci”.

Ma la partita dell’occupazione non passa esclusivamente per l’occasione, tutta da costruire, della crescita di una dimensione turistica. “L’altro grande punto, che è mia intenzione rappresentare, riguarda la rinascita del centro storico – continua De Simone -. Rinascita che passa attraverso il rendere interessante per il viterbese tornare a risiedere dentro le mura. Questo si tradurrebbe immediatamente in lavoro per le nostre aziende impegnate nel settore dell’edilizia. Al tempo stesso riportare la vita tra le vie della parte storica di Viterbo favorirebbe l’apertura di nuovi negozi e attività di servizio”.

C’è poi un altro aspetto fondamentale: la promozione di una cultura del lavoro. “L’amministrazione comunale che ho in mente – spiega il candidato di Fratelli d’Italia – guarda in maniera strategica al sostegno di eventi e iniziative volte a raccontare le esperienze delle startup di successo. Importante per coltivare nei ragazzi la fiducia e la speranza di poter trovare, con impegno visione e intelligenza la propria strada”.

“Soltanto se l’amministrazione comunale sarà in grado di mettere in cantiere politiche fertili per il lavoro Viterbo sarà in grado di riconquistare il proprio futuro. La mia candidatura – conclude De Simone – punta a mantenere sempre accesa questa attenzione, nell’interesse di tutti e del territorio”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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