De Simone: "Quasi 300 aziende viterbesi hanno avuto liquidità grazie ai Confidi e al microcredito"
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Si è tenuta nei giorni scorsi l’assemblea di FIDIMPRESA VITERBO, il confidi di riferimento del sistema Confartigianato Viterbo che ha portato all’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017.

Si è tenuta nei giorni scorsi l’assemblea di FIDIMPRESA VITERBO, il confidi di riferimento del sistema Confartigianato Viterbo che ha portato all’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017.

L’assemblea si è aperta con la relazione del presidente Andrea De Simone nella quale è stato sottolineato il fondamentale ruolo di sussidiarietà che continua a svolgere il confidi espressione di virtù della piccola impresa in questo contesto di lieve ripresa economica ma di ancora forte tensione creditizia, caratterizzato tra l’altro da una chiusura verso le piccole imprese da parte di alcuni grandi gruppi bancari pieni di liquidità ma che preferiscono impegnare e concentrare le loro risorse verso gli investimenti delle grande imprese. “Ecco però il problema -sottolinea De Simone- le grandi imprese rappresentano meno dell’1% del tessuto economico e produttivo e al restante 99% chi ci pensa se molti nostri imprenditori continuano a trovare le porte chiuse quando entrano in banca?”.

Gli stessi gruppi bancari spesso salvati dalla politica dei governi di centro sinistra gli ultimi anni che non mettono carburante nel sistema economico. Ci attendiamo quindi-continua De Simone – un netto cambio di passo anche dalla politica e dal nuovo Esecutivo in carica da qualche settimana . I segnali di apertura e di interesse per provvedimenti a favore delle piccole imprese dei ministri Salvini e Di Maio ospiti ieri all’assemblea pubblica di
confartigianato danno coraggio. Serve una politica che capisca che le imprese hanno bisogno della linfa necessaria per intercettare il miglioramento di congiuntura . La provincia di Viterbo ha però un grande tesoro e non mi stanco mai di ribadirlo – continua ancora De Simone” che è il sistema delle banche di credito cooperativo che insieme a noi hanno salvato tante aziende, hanno permesso ad altre di realizzare nuovi investimenti, allentando molte tensioni”. Sono ben 190 le imprese che grazie alla garanzia di fidimpresa hanno potuto nello scorso anno accedere a nuovo credito o implementare gli affidamenti già esistenti.

“Il sistema confartigianato di cui è parte Fidimpresa -evidenzia De Simone- ha in questo ultimo anno allargato l’offerta di credito proponendo strumenti innovativi come il Microcredito. Attraverso un nuovo operatore espressione di Confartigianato ed ha la sede all’interno della nostra struttura e grazie anche qui alla partnership con la banca di Viterbo nel solo 2017 abbiamo dato modo a 70 micro attività di partire grazie a 35000 euro ottenuti senza le (solite) a volte eccessive firme di garanzia ma guardando soltanto alla bontà e alla credibilità del progetto d’impresa”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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