De Simone: "Necessario difendere i cibi italiani"
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''I chiarimenti e le rassicurazioni forniti dell’Organizzazione mondiale della sanità circa i prodotti contenenti sale, zuccheri e grassi non fanno venir meno la necessità di difendere gli alimenti italiani da ripetuti allarmi e ingiustificati attacchi''.

”I chiarimenti e le rassicurazioni forniti dell’Organizzazione mondiale della sanità circa i prodotti contenenti sale, zuccheri e grassi non fanno venir meno la necessità di difendere gli alimenti italiani da ripetuti allarmi e ingiustificati attacchi”.

E’ quanto dichiara il direttore di Confartigianato Viterbo Andrea De Simone, secondo il quale ”ancora una volta l’OMS, al fine di allertare la popolazione sui rischi da abitudini alimentari potenzialmente nocive alla salute tra le quali rientrerebbe un uso smodato del sale, ha messo ingiustificatamente all’indice alcuni dei prodotti agroalimentari di punta della dieta mediterranea, tra cui gran parte dei formaggi, quasi tutti i salumi ed addirittura l’olio extra vergine di oliva ed i vini. Con la conseguenza di introdurre tasse sui prodotti contenenti sale, grassi e zuccheri in modo da scoraggiarne il consumo”.

”Si tratta di una visione distorta del problema poiché non si possono criminalizzare dei prodotti soltanto perché contengono sostanze il cui abuso può rivelarsi nocivo per la salute. Una corretta alimentazione prevede, anche dal punto di vista nutrizionale, un utilizzo ‘pesato’ delle varie sostanze in combinazione tra loro, secondo i dettami delle linee nutrizionali generalmente adottate a livello internazionale”.

”Non vorremmo – continua De Simone – che dietro il pretesto di difendere la salute si nascondesse l’interesse di gruppi stranieri a penalizzare le produzioni tipiche del Made in Italy, realizzate secondo consolidati disciplinari che ne hanno decretato un successo sempre più vasto nei mercati extra europei, e a favorire di fatto le ‘imitazioni’ delle nostre eccellenze alimentari”.

”Occorre che il Governo intervenga a difesa dei produttori italiani, anche insieme con gli altri Paesi che al pari dell’Italia adottano stili alimentari della dieta mediterranea, per evitare che si punti a omogenizzare il gusto dei consumatori favorendo prodotti indifferenziati e senza identità”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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