De Simone (Confartigianato): "I nostri artigiani onorano la festa di S. Rosa con la loro creatività"
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800 Confartigianato
Nella Città dei Papi si respira aria di festa, tutta la città è in trepidazione per i festeggiamenti di Santa Rosa e per il Trasporto di Gloria. I colori e gli odori di una calda estate che sembra non voler finire, i suoni che evocano l’impresa dei facchini e poi i profumi delle delizie sfornate dai maestri pasticceri e dai fornai della città che in questi giorni risplende ancor di più sotto lo sguardo della sua Patrona.

Nella Città dei Papi si respira aria di festa, tutta la città è in trepidazione per i festeggiamenti di Santa Rosa e per il Trasporto di Gloria. I colori e gli odori di una calda estate che sembra non voler finire, i suoni che evocano l’impresa dei facchini e poi i profumi delle delizie sfornate dai maestri pasticceri e dai fornai della città che in questi giorni risplende ancor di più sotto lo sguardo della sua Patrona.

”Santa Rosa infiamma l’orgoglio viterbese e riesce ad ispirare la creatività dei nostri artigiani – dichiara Andrea De Simone – la tradizione dei prodotti tipici legati alla festa è viva tra gli artigiani di Confartigianato, la categoria esprime ogni anno grande creatività”.

Le proposte infatti sono variegate e in molti liberano la fantasia per onorare la Santa con le loro creazioni. Immancabile sulle tavole dei viterbesi torna il ”Pane di Santa Rosa”, tipico dolce a pasta lievitata arricchito e impreziosito da frutta secca di alta qualità della Tuscia come noci, nocciole e uvetta, simbolo della tradizione pasticcera del 3 settembre; sono in tanti a proporlo tra cui il forno Biscetti di Biscetti Guido, la Pasticceria Casantini. Quest’ultima presenta anche delle deliziose creazioni in pasta frolla e pasta di zucchero dedicate ai facchini e poi ”I miracoli di Santa Rosa” biscotti morbidi con granella di nocciole e miele, quest’anno realizzati in stretta collaborazione di Tonino Carbone dell’ex pasticceria Catanese. Il Forno Fiore, invece, propone i rinomati ”Maritozzi di Santa Rosa, del Facchino e del mini-Facchino”.

Dolci legati alla tradizione viterbese come i crucchi, il pan del vescovo, presso la Pasticceria Cose Buone che quest’anno ha deciso di celebrare Viterbo con le sue dolci tipicità. Per la gioia degli amanti del freddo piacere torna ”Crema di Facchini” a base di gianduia e castagne, il gusto creato dalla storica gelateria viterbese L’Antica Latteria in onore degli eroi che trasportano il campanile per le vie del centro storico. La Gelateria Crema e Latte di Vasanello ripropone ”Rosa” un gusto delicato e vellutato a base di latte e petali di rosa, dedicato a Viterbo e a Santa Rosa. E’ possibile gustare il gelato alla rosa anche presso la rinomata Pasticceria Polozzi, con estratto naturale di rosa, oltre a ”Rose” delicate tortine di pasta frolla e mele.

”I nostri artigiani si superano ogni anno – continua il direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – riescono a stupirci con le loro creazioni e la loro maestria, descrivendo perfettamente il sentimento di fratellanza, solidarietà e comunione che unisce i viterbesi in occasione della festa, ‘Semo tutti d’un sentimento’, fedeli al celebre motto viterbese, pronti a festeggiare Santa Rosa”.

Ed anche quest’anno a trionfare è il prodotto artigianale, un tripudio di profumi, di colori, di sapori, protagonisti sono i prodotti della tradizione dal gusto sempre più raffinato e ricercato. ”Si tratta del patrimonio più grande e più importante – conclude Andrea De Simone – parliamo della conoscenza, il saper fare che ci viene dal passato e che ogni giorno i maestri artigiani riescono a rivisitare per rispondere al meglio alle esigenze del presente, un patrimonio che occorre tutelare e valorizzare”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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