De Dominicis (Cinque Stelle): "Siamo pronti per amministrare Palazzo dei Priori, Michelini ha fallito"
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"Siamo pronti per amministrare Palazzo dei Priori". Questa la sintesi tracciata da Gianluca De Dominicis al termine di un'intervista rilasciata a La Fune nella giornata di ieri.

“Siamo pronti per amministrare Palazzo dei Priori”. Questa la sintesi tracciata da Gianluca De Dominicis al termine di un’intervista rilasciata a La Fune nella giornata di ieri. Manca mezz’ora all’appello di una seduta di consiglio comunale delicata, tutta dedicata alle terme del Paliano. Il nostro giornale raggiunge il consigliere pentastellato De Dominicis, che nel tratto che lo separa da casa al Comune si sbottona in un’intervista di analisi sullo stato di salute del movimento a Viterbo, le prospettive sul referendum e la partita delle prossime elezioni amministrative.

Cinque Stelle a Viterbo, tracci un bilancio sullo stato di salute del movimento…

“Il quadro è molto positivo. Siamo cresciuti tanto a livello di esperienza e conoscenza della macchina amministrativa. In questi anni abbiamo portato avanti tante battaglie: dal pagamento dell’Imu per gli istituti paritari anche religiosi al progetto del market solidale per sostenere i bilanci familiari delle persone e famiglie in maggiore difficoltà. Purtroppo quest’ultimo è ancora arenato per una serie di deficit dell’attuale amministrazione comunale. Abbiamo giocato un ruolo importante nella mozione sulle coppie di fatto, che era la nostra ed è diventata un successo condiviso anche con altre forze. Abbiamo portato avanti una serie di iniziative, progetti. Abbiamo lavorato in aula in difesa delle persone alle prese con la brutta storia delle Rsa. Posso dire che abbiamo fatto la nostra parte, in positivo e il nostro lavoro è sempre stato quello di spostare quote del bilancio sul sociale.

Il gruppo è cresciuto. Riusciamo a leggere con attenzione e a preparare analisi dettagliate del bilancio comunale. La vicenda delle spese sulla festa di Santa Rosa l’hanno dimostrato. Mettiamo molto in difficoltà la giunta con le nostre domande.

Abbiamo dato prova di saper organizzare anche iniziative ed eventi, l’ultima con il giudice Imposimato. La cosa importante è che abbiamo riscontro di una vera partecipazione popolare e battiamo in numeri il pubblico di truppe cammellate che invece si fa fotografare ad altri incontri. Alle nostre assemblee si avvicinano sempre persone nuove e questo è un segnale certo di avanzamento tra le persone”.

Referendum, perché la gente dovrebbe votare no?

“No perché dietro agli slogan, si sono davvero inventati di tutto, non c’è niente. Anzi peggio: c’è un danno per il funzionamento democratico del Paese. C’è una finta abolizione del Senato, che cambia essenzialmente per il fatto che non sarà più scelto direttamente dai cittadini. Si vorrebbero mandare sindaci e consiglieri regionali anche a Roma. Mi domando dove troveranno il tempo per lavorare, visto che già oggi non si vedono grossi risultati”.

C’è chi dice che in caso di vittoria del no al referendum i Cinque Stelle avrebbero la strada spianata. Sareste pronti ad amministrare Palazzo dei Priori?

“Sì. Lo diciamo sempre. Il Comune ha un apparato amministrativo che permette di amministrare la città da solo. Quello che manca è l’indirizzo politico. Questa cosa è diventata palese con l’amministrazione Michelini. Noi possiamo amministrare Viterbo perché, se i viterbesi lo vorranno, arriveremo con un programma chiaro, un indirizzo politico chiaro e una squadra coesa e pronta a lavorare nell’interesse della città. Credo che per fare bene alla guida di un Comune serve una ricetta semplice: un buon programma e l’idea di rispettarlo e organizzarlo”.

Chi rappresenta oggi il movimento Cinque Stelle?

“Rappresenta tutti i cittadini che con la politica non avrebbero mai voluto avere a che fare ma che si rendono conto che il vecchio metodo è fallimentare. Un fallimento che si ripercuote negativamente sulle loro vite e su quelle dei loro figli. L’amministrazione di un Comune non può essere affidata a chi sacrifica il bene dei propri cittadini per questioni politiche o di parte. Il fallimento di questa impostazione culturale è sotto gli occhi di tutti. Noi siamo portatori di un metodo e di una prospettiva diversa. Pensate all’incontro pubblico chiesto a Barelli sui costi di Santa Rosa e al suo rifiuto. Una roba anacronistica. La nostra idea di politica è altro: programmazione, scelte strategiche, esecuzione, confronto e partecipazione. Poi ognuno è libero di scegliere cosa fare del proprio voto, noi ci siamo e siamo al servizio della città”.

 

 

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