
Gianluca De Dominicis: “Noi vogliamo rappresentare in Comune un’opposizione più arrabbiata”.
Giovedì pomeriggio a Palazzo dei Priori è andato in scena il “consiglio delle minoranze”, più noto come “consiglio dei balocchi”. Non sarà sfuggito ai lettori e cittadini più attenti un fatto: l’assenza del consigliere dei Cinque Stelle. Lo abbiamo contattato per capire il perché di questa assenza.
L’INTERVISTA A GIANLUCA DE DOMINICIS
Perché al consiglio minoranze non ha partecipato?
Non è che critico quello che è stato fatto, abbiamo assistito a un’inizitiva carina. Un qualcosa che è stato pensato per sensibilizzare sui problemi di comunicazione della maggioranza e sui recenti comportamenti verso il consiglio comunale. Tuttavia abbiamo scelto di non aderire perché pensiamo che serva altro: una comunicazione più ufficiale, anche più arrabbiata. Una comunicazione più formale e tecnica. Pur nella simpatia dell’iniziativa non possiamo mettere le cose a tarallucci e vino.
Quindi non approvate quanto deciso dalle altre forze d’opposizione in Comune?
Non è una critica a chi ha fatto l’iniziativa perché era simpatica, noi però siamo più sull’arrabbiato formale piuttosto che sul dialogo scherzoso. Come si sta comportando l’amministrazione è irrispettoso verso noi consiglieri e cittadini viterbesi. Mi riferisco all’unnallamento delle sedute di consiglio, ecc..
Come te lo spieghi quanto sta accadendo?
La sensazione è che si stiano anteponendo esigenze di partito o di maggioranza ai lavori del consiglio o delle commissioni. Questo è un comportamento errato, prima vengono le esigenze cittadine poi le beghe interne.
Ma giovedì è stato necessario rinviare, c’era la messa…
Capisco che far funzionare un’amministrazione non sia facile ma qui siamo davanti a una serie di episodi che fanno pensare male. Lasciare il dubbio che le beghe politiche interne possano essere prese a spunto per rinviare il consiglio è inopportuno. Tu, quando amministri un Comune, hai l’obbligo di fare il consiglio. Poi se hai problemi interni mica posso risolverteli io che sono minoranza. Guarda cosa è successo con le coppie di fatto, sono otto mesi che andiamo a spasso per un problema politico. Non ci si può comportare così.


















