
VITERBO – Gianluca De Dominicis, primo consigliere comunale pentastellato della storia a Palazzo dei Priori. In carica dal 2013 al 2018 oggi è un semplice cittadino, anche se rimane attento alla politica e alle vicende della sala d’Ercole. Lo abbiamo intervistato.
Cosa fa adesso?
“Proseguo il mio impegno come attivista del Movimento Cinque stelle, opero quotidianamente nel supporto al portavoce o al gruppo di riferimento. Parte del mio tempo lo dedico all’Emporio Solidale, realtà che nasce da una proposta che feci da consigliere comunale e poi si è concretizzata grazie all’impegno e alla tenacia di Domenico Aruzzolo e dell’associazione ‘Viterbo con Amore’. Faccio volontariato lì, mi occupo della comunicazione. Si tratta di una bella realtà, che cresce di giorno in giorno. Facciamo fare la spesa gratuitamente a 79 famiglie viterbesi, da poco abbiamo attivato anche un Poliambulatorio sociale per garantire assistenza sanitaria a chi è in difficoltà economica.
Poi c’è un’azione importante sullo sport per i ragazzi. Le associazioni sportive viterbesi ci hanno dato disponibilità di accogliere gratuitamente bambini provenienti dalle nostre famiglie, che non potrebbero accedere a scuola calcio o altro”.
Le manca non essere più consigliere?
“Mi manca perché trovo bello che un cittadino si metta al servizio per risolvere i problemi della sua città. L’Emporio Solidale, che oggi dà frutto, nasce da quell’impegno come consigliere. Non mi mancano le perdite di tempo, la politica fatta da interessi di partito e che per cinque anni ho visto con l’amministrazione Michelini e ora rivedo con l’attuale giunta. Assisto alle stesse fasi, agli stessi problemi. Tutti derivati da ministroni politici elettorali che non coltivano un progetto di città ma la vogliono semplicemente conquistare”.
Dopo i risultati regionali il Movimento Cinque Stelle è finito?
“Una forza politica che nelle precedenti regionali aveva il 4% e a distanza di cinque anni arriva al 20 dice delle cose diverse. Racconta la storia di una realtà politica sempre più forte sul territorio. Poi dobbiamo considerare che il voto di suo cambia nei diversi livelli, sul locale va molto sulla persona. Una forza come la nostra che punta al programma, alle idee, viene a trovarsi in difficoltà quando ti trovi davanti accozzaglie di tante liste. Da qui la fatica che facciamo, ma siamo in crescita”.
Perché non c’è un giornale o un programma televisivo in tutta Italia che dici questo?
“Non ci amano, non ci possono vedere. Gli vogliamo togliere il finanziamento pubblico”.
Di Maio e Di Battista, che rapporto c’è?
“C’è un portavoce ed è lui che deve portare avanti l’immagine del Movimento. Di Maio sta facendo un lavoro grandissimo, porta sulle spalle importanti responsabilità. Di Battista sta nell’ombra perché non vuole creare un contrasto”.
Chi piace di più nel vostro mondo tra i due?
“Dipende dalle persone. Servono “gli arrabbiati” e chi “fa politica”. Forse urlare è più facile, concretizzare il lavoro richiede più impegno e sacrificio”.
Si sta approvando il bilancio, 62 milioni bilancio totale e 59 milioni le spese fisse. Non si può fare niente?
“Siamo difronte a un bilancio che ha tanti problemi. Pagano errori che arrivano dal passato e da tanti aspetti gestiti male: partecipati, bando dei rifiuti”.
Elezioni europee, che succederà?
“Ci rafforzeremo, stiamo dimostrando di lavorare bene. Abbiamo concretizzato il reddito di cittadinanza, la rivisitazione della Fornero. Le persone ci premieranno”.
L’alleanza di Governo tra Movimento e Lega è replicabile a livello locale?
“No, questa non è un’alleanza ma un contratto. Lega e Movimento Cinque Stelle hanno due nature diverse”.
Liste civiche sul territorio, sono possibili?
“A breve saranno elaborate nuove regole. Liste civiche, se in linea con i nostri pensieri, potranno trovare applicazione”.


















