

La grande incognita della politica su Viterbo città è rappresentata sicuramente dal Movimento Cinque Stelle. Questo lo rende agli occhi dei commentatori particolarmente interessante. Perché poco raccontato, tutto da scoprire, con una spinta a livello nazionale importante e che sul territorio ancora non si è materializzata. Siamo andati a intervistare il consigliere del Movimento Gianluca De Dominicis per capire qualcosa in più su come stanno andando le cose e su cosa hanno in mente.
Cinque Stelle, un partito di dilettanti e inesperti. Questo è quello che sostiene chi non vi ritiene adatti ad amministrare ai vari livelli e anche a Palazzo dei Priori. Cosa ne pensa?
“A Roma hanno fatto il bilancio e a Viterbo ancora no. A Roma hanno fatto bandi per la riparazione delle strade e a Viterbo iniziano ora, dopo 4 anni. E vogliono far passare quel poco che stanno facendo come un miracolo. Se questa è la differenza tra gli inesperti, ciò noi, e i professionisti …”
Altra critica: sono settari e non allargano sulla città. Lo ha anche detto in una recente intervista il consigliere di Fondazione Gianmaria Santucci. Come risponde?
“Non è vero. Siamo aperti al confronto e al dialogo con chiunque. Anche in Comune abbiamo sempre abbiamo valutato le proposte sia della maggioranza che della minoranza. Anche con le realtà locali abbiamo un dialogo aperto e rispettoso con tutti”.
Forse lui intendeva che siete chiusi al dialogo con altri mondi politici. Cambierà questa cosa?
“La vedo dura. Non facciamo alleanze. Presentiamo la nostra lista ma siamo aperti a collaborare con chiunque. Ci interessa più fare che parlare. Qui si parla e basta”.
Ma se dovesse venire da voi il Rossi di turno, esponente di una lista civica, per chiedere un accordo?
“No, non facciamo proprio alleanze. E’ da statuto. Presentiamo la nostra lista, programma e idee. Se vinciamo governiamo, anche aprendo ad altre idee e proposte dell’opposizione. Ci interessa l’interesse della città, non abbiamo smanie di protagonismo. Ci piacerebbe realizzare una politica del fare”
Se venisse Rossi, per fare un esempio, e vi chiedesse di entrare nei Cinque Stelle?
“Non funziona così. Da noi si partecipa”.
E se si “convertisse” al Movimento?
“Le nostre riunioni sono aperte a tutti. Anche chi ha fatto politica può partecipare alle nostre riunioni. Poi noi facciamo le liste valutando tutta una serie di fattori. Anche quello della presenza da garantire in consiglio, ci sembra un criterio importate”.
Quanto si sta allargando il Movimento?
“Fino a che non si vota non avremo un numero. C’è più interesse, considerazione e consapevolezza del nostro lavoro rispetto a quattro anni fa. Ci vengono attribuiti meriti di aver aperto ragionamenti su diversi punti: il sociale, il discorso del parco-canile e altro. Abbiamo posto temi che la gente ha capito che ci interessano. Non lo facciamo per opportunismi o altro e le persone ce lo riconoscono”.
Qual è il principale difetto dei partiti classici nella Tuscia?
“Parlano solo di politica e nessuno amministra. Noi saremo diversi”.
Vi accusano che non sareste capaci. Perché?
(Ride n.d.r.). Ai politici dico: se voi siete quelli capaci viva dio che arrivano gli inesperti. Quando amministri ti devi circondare di professionisti, di una squadra compatta e coesa non come quella di Michelini che litiga ogni cinque minuti. Adesso su Barelli si accorgono del conflitto d’interessi perché gli serve politicamente. Hanno degli spartiti e suonano delle musiche vecchie”.

















