Davide Ghaleb Editore, compie 20 anni la casa editrice che racconta il territorio
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VETRALLA- Festeggiati questa mattina i venti anni della casa editrice Davide Ghaleb

VETRALLA- Venti candeline per la Davide Ghaleb Editore. Venti anni di attività da festeggiare con un ricco calendario di eventi per tutto il 2020. 

20 collane, 250 libri pubblicati, 200 tra autori e curatori, un migliaio di eventi: questi i numeri dei venti anni di Davide Ghaleb Editore. Raccontare il territorio, raccontare i paesaggi della bella Tuscia, diventare catalizzatori di movimenti culturali, iniziative, studi, ricerche, modificare le percezioni, creare racconti critici e autocritici. Aprirsi ai nuovi autori, alle associazioni, ai gruppi che vogliono fermare su carta il proprio lavoro.

 

“Come si fa a non innamorarsi della professionalità e dell’umanità di Davide Ghaleb” afferma Antonello Ricci, uno dei nomi e dei protagonisti più celebri dei lavori firmati dalla casa editrice vetrallese. “Qualunque follia proponi a Davide Ghaleb non ti lascia la mano, sale con te sulla barricata, gode con te di quello che si sta per arrivare a fare”, continua.

Antonello Ricci, Marco D’Aureli, Pietro Benedetti, Elisabetta De Minicis e tanti altri autori sono presenti alla conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la sede storica della casa editrice, incontro che ha illustrato tutti gli eventi di questo 2020 e celebrato tutte le tematiche e le bellezze culturali incontrate in questi venti anni.

Diana Ghaleb apre il dibattito con l’espressione “essere a casa, essere in famiglia”, ed è proprio questa la sensazione che si ha entrando nel salotto della casa editrice: un salotto ricco di cultura, quella vicina alla gente, quella non asettica dei grandi libri, quella di casa nostra da riscoprire e celebrare con al propria famiglia e i propri amici. 

Festeggiato il decennale rapporto con Antonello Ricci e la Banda del racconto che ha saputo dar vita una serie di avventure letterari teatrale cominciate con la “passeggaite racconto” e culminate con l’istituzione del Master Dibaf presso l’Università degli Studi della Tuscia per “Narratori di Comunità”.

Venti anni e non sentirli quelli della casa editrice Ghaleb che, come una bellissima ventenne ancora nel fiore degli anni, continuerà a raccontare le bellezze e le ricchezze della Tuscia per almeno altri venti ed oltre.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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