Dati Movimprese, Lupidi (Cna): “L’artigianato regge, leggerissima ma positiva inversione di tendenza”
Attilio Lupidi Cna
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"Si cresce. Di pochissimo, ma si cresce. E considerato il 2025 nel suo articolato e difficile complesso, è una leggerissima ma positiva inversione di tendenza”. È il commento del segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Attilio Lupidi, sui dati Movimprese, elaborati da Unioncmere e Infocamere.

VITERBO – Ecco la fotografia dell’artigianato sull’anno appena concluso: 7.048 imprese registrate (+0,04% rispetto al 2024), di cui 7.013 attive (+0,04%). Nel corso del 2025 il saldo è stato leggermente positivo, un +3 che deriva dalla differenza tra le 451 iscrizioni (+6,30) e le 448 cessazioni (+6,26). “Il dato – dice Lupidi – migliora la performance lievemente negativa del 2024, quando il saldo registrato mostrava il segno meno. Le iscrizioni erano state infatti 441, con 444 cessazioni”.

Guardando i settori più da vicino, l’artigianato è rappresentato dalle costruzioni con 3.353 imprese (+0,12%), seguono i servizi con 1.928 (+1,30%), industria 1.112 (-2,26%), commercio 479 (-1,43%) e agricoltura 149 (+4,17%).

“Ci teniamo stretti il segno più, per quanto flebile. Perché arriva comunque in un anno in cui sarebbe potuta andare decisamente peggio – commenta Lupidi – tenendo conto di tutto quello che abbiamo vissuto tra dazi e situazione geopolitica. È comunque il segnale che la fiducia è scarsa, nonostante la struttura dell’artigianato sia viva”.

Questa invece la situazione generale delle imprese nella Tuscia: quelle iscritte sono 36.360, di cui 32.142 attive. Hanno aperto 1.687 e chiuso 1.595, con un saldo positivo di 92 unità. Un +0,25% che ci pone nella parte medio bassa della classifica italiana (al 75° posto) la cui media di tasso di crescita è 0,96. Siamo ultimi nel Lazio: Roma si conferma caput italiae con +2,54, poi ci sono Latina (17°, +1,16), Frosinone (29°, +0,81), dietro Viterbo c’è invece Rieti (79°, +0,21).

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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