Danneggiata nella notte vetrina di nota attività commerciale in centro
di marco
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VITERBO - "Questo è stato il nostro buongiorno - scrive Alessia Di Marco -. La vetrina del nostro negozio sfondata da un sasso, crediamo. Portare avanti un'attività oggi è un'impresa da folli tra continui furti e uno Stato completamente assente capace solo di affossarci sempre più.

VITERBO – Danneggiata nella notte vetrina di un noto negozio a ridosso del centro del capoluogo. Si tratta di uno dei punti vendita della famiglia Di Marco, esattamente quello di Porta Murata.

“Questo è stato il nostro buongiorno – scrive Alessia Di Marco -. La vetrina del nostro negozio sfondata da un sasso, crediamo. Portare avanti un’attività oggi è un’impresa da folli tra continui furti e uno Stato completamente assente capace solo di affossarci sempre più.

Non abbiamo ricevuto aiuti ma solo bollette da pagare e fornitori che non hanno mai smesso di prelevare. L’entusiasmo di ripartire dopo 2 lunghi mesi si è trasformato in rabbia e sfinimento.

Ci vediamo il 18 maggio sempre se qualcuno si degna di farci sapere che diavolo di misure dobbiamo adottare per la sicurezza di tutti”. 

Questo lo sfogo della commerciante. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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