Daniela Bizzarri scrive al Prefetto Bruno: "Io politicamente non gradita e quindi ostacolata nel ritiro di una cartella clinica"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - La denuncia lanciata da un volto noto della politica locale sarebbe quella dell'intromissione della politica in questioni dove questa dovrebbe rimanere fuori. 

VITERBO – Daniela Bizzarri scrive al prefetto Giovanni Bruno per una vicenda che l’ha riguardata in prima persona, chiedendo di verificare la situazione generale nell’ospedale di Belcolle. La denuncia lanciata da un volto noto della politica locale sarebbe quella dell’intromissione della politica in questioni dove questa dovrebbe rimanere fuori. 

“Con la presente intendo metterla al corrente, in quanto per come lo conosco, è una persona molto sensibile, di quanto accadutomi nella giornata del 23 dicembre. Faccio un piccolo riepilogo: da circa due mesi sono stata sempre accanto a una zia: Berni Iole; che oltre ad abitare vicino a me, vive sola perché i figli abitano in Sicilia e purtroppo le è stato riscontrato un carcinoma maligno alla lingua e ai linfonodi sottostanti la gola – scrive Daniela Bizzarri -. 

È stata operata urgentemente dal Dr. Claudio Viti e assistita da tutto lo staff di Otorino, che non finiremo mai di ringraziare per la competenza, la delicatezza ma soprattutto la gentilezza. Finito il decorso post operatorio e la convalescenza, doveva iniziare la radioterapia e la chemioterapica. Giustamente i figli se la sono portata in Sicilia per assisterla nel percorso di terapie che i medici avevano definito molto invasive. Pertanto hanno lasciato a me la delega per ritirare la cartella clinica, elemento necessario per iniziare la cura anche se fossero in contatto i medici di Catania con i medici di Viterbo.

Nonostante le varie telefonate e solleciti ci è voluto un mese preciso per essere chiamata al ritiro. E qui è iniziato il mio percorso durato circa 3 ore. In effetti mia zia non aveva compilato in modo preciso la delega, però c’era il mio nome è soprattutto la sua firma e io ho provveduto al mio riconoscimento con un documento. Le addette dopo un consulto mi hanno rifiutato il ritiro, in quanto la procedura non era corretta e mancava il documento della zia.

Ovviamente ho insistito spiegando la gravità del caso, ho detto che mi sarei fatta mandare il documento della zia su whatsappp, ma tutto è scivolata nell’indifferenza. Ho allora contattato il Dr. Claudio Viti, il quale mi disse che avrebbe immediatamente fatto scendere un medico del suo staff, perché era veramente un caso grave. È pertanto venuto in mio soccorso il Dr. Delio Fagotto, il quale ha nuovamente spiegato il motivo dell’urgenza, e che avrebbe firmato anche lui prendendosene la responsabilità. Sempre dopo un’altra consultazione, anche al medico è stato rifiutato il ritiro. Il Dr. Fagotto non credendo a quello che stesse accadendo ha chiesto di poter parlare con un responsabile. Dopo una lunga attesa è sceso addirittura il Direttore Sanitario Dr.ssa Antonella Proietti, che ha rassicurato il medico e rivolgendosi a me e riconoscendomi ha precisato che avrebbe risolto il problema. Ed è stato lì che la politica si è inserita in una cosa così grave, delicata e indispensabile.

Facendo un’associazione di nomi, sono risultata persona non gradita, e in un delirio di onnipotenza la Direttrice sanitaria ha dichiarato che era necessario seguire la procedura. Non si stupisca Eccellenza, sì, è accaduto proprio questo. Credo che quando la politica ha il “pelo sullo stomaco”, antepone il bene comune, il benessere dei cittadini, a mere ideologie o diatribe politiche, hanno ragione le persone che perdono la fiducia nei valori che dovrebbero avere chi amministra a vario titolo la cosa pubblica, e che “gli si rivolta lo stomaco”.

Mentre stavo andando via mi ha chiamato il Dr. Viti il quale era stato contattato dalla Dr. ssa Cassano della Direzione sanitaria chiedendo che se il whatsapp fosse stato mandato a lui, si sarebbe provveduto a farmi ritirare la cartella clinica. Ancora una volta l’ho ringraziato infinitamente, ma se era necessario seguire la procedura, questo sarebbe stato fatto.

Nel frattempo avevo chiamato i miei cugini in Sicilia, invitandoli a mandarmi per e mail delega scritta e firmata in modo corretto e copia del documento. Nel pomeriggio ho provveduto a stampare il tutto e procedere finalmente al ritiro della cartella clinica. Ovviamente i miei cugini si sono riproposti di adire alle vie legali, se tali e tanti ritardi pregiudicheranno in qualche modo la guarigione della gravissima patologia della madre.

In ultimo Eccellenza, mi è stato riferito, che circolano voci insistenti che ci sono persone che a Belcolle per anticipare la chemioterapia dei propri cari devono rivolgersi alla politica. Io non ho voluto crederci fino a oggi, in realtà; visto come sono stata trattata di fronte a una cosa di estrema gravità, mi sembra una voce plausibile, e spero che qualcuno se ne possa accertare. Pensare che dovevo ritirare solo una cartella clinica, non oso immaginare il comportamento in situazioni più gravi. Grazie Eccellenza e nell’occasione porgo deferenti ossequi”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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