'Dancalia, terra di conquista', Tassi racconta un angolo d'Africa a rischio scomparsa
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Gianni Tassi, giornalista e fotoreporter, è uno di quelli che il mestiere ce l'ha nel sangue. Deve essergli entrato dentro a poco a poco, dandogli visione e capacità critica eccellenti. Un suo reportage diventa una mostra imperdibile a Palazzo Brugiotti.
La presentazione della mostra alla Fondazione Carivit

Un territorio unico, che tra dieci anni potrebbe non esistere più. Tutto questo raccontato per scatti, quelli del fotoreporter e giornalista Gianni Tassi. Benvenuti a ‘Dancalia, terra di conquista’. Molto più di una mostra, un viaggio e un momento di riflessione sulle condizioni umane delle periferie del mondo, dei luoghi “persi”.

Dal 20 settembre al 5 ottobre presso il Museo della Ceramica di Viterbo (via Cavour 67), un posto che da solo vale la visita. L’inaugurazione, che verrà presente l’autore degli scatti, è fissata per sabato 20 alle 16. L’ingresso è libero e sarà possibile accedere agli scatti giovedì, venerdì, sabato e domenica. In una fascia oraria che va dalle 10-13 e dalle 16-20.

‘Dancalia, terra di conquista’ è un reportage che vuole evidenziare l’importanza e la bellezza di uno degli ultimi tesori dell’Africa, che tra dieci anni potrebbe non esistere più. Cinquanta ingrandimenti fotografici la maggior parte a colori, qualcuno in bianco e nero e tre pannelli esplicativi sono il contenuto della mostra. Ieri mattina la conferenza stampa di presentazione nella sede della Fondazione Carivit, alla presenza del presidente Mario Brutti, di Antonio Delli Iaconi, assessore alla Cultura del Comune di Viterbo, di Sergio Madonna, geologo dellUniversità della Tuscia e di Gianni Tassi, giornalista professionista e fotoreporter su molti scenari di guerra, autore della mostra reportage. 

“Fino a ieri abbiamo ospitato nel Museo della Ceramica la mostra fotografica del premio Oscar Vittorio Storaro e oggi ci prepariamo a ospitare un’altra esposizione, quella di Gianni Tassi, completamente diversa nei contenuti ma non meno avvincente della precedente – ha aperto Brutti. Qualcuno ci rimprovera che ne facciamo troppe, io non credo, anzi penso che dovremmo fare di più. Purtroppo il momento economico ci limita nelle iniziative e per questo facciamo un’attenta selezione, guardando alla qualità e ai contenuti che ci vengono proposti”. “Quando ho visto questi splendidi paesaggi della Dancalia, pieni colori fissati dalla macchina fotografica di Gianni Tassi, che conosco da tempo anche per i suoi reportage dal Madagascar – ha affermato Delli Iaconi – ho subito pensato al Bulicame. I viterbesi devono essergli grati per queste bellissime immagini di una terra lontana e sconosciuta e per questo vorrei coinvolgere gli studenti delle scuole, perché ritengo che questa mostra abbia anche una valenza didattica”.

Sergio Madonna ha invitato il giornalista a tenere un seminario nel suo corso alluniversità: “Le immagini artistiche legate alle emozioni sono da sprone per gli studenti ha affermato – come geologo sono rimasto affascinato da questi scatti, perché è una terra dal fragilissimo ecosistema,  un luogo fantastico dove si sono create le condizioni per la conservazione dei resti dei nostri antenati”. 

Il mio viaggio è stato dettato dal caso – ha raccontatoTassi -. Non  conoscevo la Dancalia ma un gruppo di vulcanologi dell’università di Pisa, che studiano questa particolare e unica depressione africana, mi ha chiesto di fare un reportage. Sono andato con loro e per quindici giorni siamo stati in luoghi non proprio ospitali, dove la temperatura tocca anche i 50 gradi. Ovviamente da cronista ho fotografato con lintento di raccontare una realtà e la realtà di quel luogo è che gli interessi delle multinazionali ne stanno minando per sempre la bellezza e lecosistema. Permettetemi – ha poi aggiunto il giornalista – anche di dedicare questa mostra ad Antonio Brancadoro, amico e collega scomparso da poco. Lui ha visto per primo i miei scatti e il video proiettato oggi, era entusiasta di questa mostra e sperava di poter venire a visitarla. Purtroppo non ce l’ha fatta”.

Nel giorno d’apertura, sabato 20 settembre alle 16.30 nel Museo della Ceramica, si terrà un incontro durante il quale Luca Lupi, esploratore e massimo conoscitore di quella terra, illustrerà i pericoli ambientali e sociali che incombono sulla Dancalia. Interverrà anche Vincenzo Piscopo, idrogeologo del Deb (Dipartimento scienze ecologiche e biologiche) dellUniversità della Tuscia.

L’evento è realizzato da Associazione Photo Art, con il contributo della Fondazione Carivit, Associazione Stampa Romana, Comune di Viterbo e Università della Tuscia.

800 Monastero
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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