Dalle conferenze a braccetto, ai lupi solitari: il centrodestra è già da ricostruire?
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Dalle conferenze a braccetto, ai lupi solitari: il centrodestra è già da ricostruire?

Dalle conferenze a braccetto, ai lupi solitari: il centrodestra è già da ricostruire? Dopo la vittoria alle elezioni politiche del 4 marzo è già un tutti contro tutti. L’obiettivo è arrivare primi a giugno e tornare ad occupare la poltrona di primo cittadino. Un obiettivo che però hanno in troppi nel centrodestra, che rischia di fare la fine del 2018 sottovalutando magari gli avversari Filippo Rossi, Chiara Frontini, centrosinistra e Massimo Erbetti. Quando ci sono tanti candidati infatti il rischio di veder sgretolarsi il consenso in mille rivoli è alto.

E l’atteggiamento tenuto dalla coalizione trionfatrice del 4 marzo all’indomani del voto è esemplare da un lato di quanto i sorrisi pre-elezioni fossero tirati, dall’altro di quanto lavoro ci sia ancora da fare.

Prima tutti insieme a braccetto, tutti per Mauro Rotelli e Francesco Battistoni parlamentari, ma anche per se stessi. Poi ognuno ha evidenziato la propria vittoria: chi quella delle preferenze, chi quella della percentuale raddoppiata rispetto al dato nazionale, chi quella della percentuale più alta da qui a Marte. Insomma tutti mettono i puntini sulle “i” dicendo senza dirlo.

Il Centrodestra, ora che anche Michelini ormai non sarà più un bersaglio condiviso, visto che ha deciso di non ricandidarsi, dovrà fare i conti e guardarsi in faccia. E farlo velocemente: il tempo vola e il rischio di vedersi volare via la città un’altra volta più passa il tempo, più si avvicina.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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