Dalla Viterbese a Sgarbi: gioie e dolori di un 2016 (parte 2)
Sgarbi
Gli Stati Generali La Fune
Se i primi quattro mesi dell’anno sono scanditi dalla crisi al Comune di Viterbo che blocca l’attività amministrativa in maniera decisa, da maggio inizia a respirarsi un’aria leggermente diversa, ma solo perché la crisi cambia faccia

Se i primi quattro mesi dell’anno sono scanditi dalla crisi al Comune di Viterbo che blocca l’attività amministrativa in maniera decisa, da maggio inizia a respirarsi un’aria leggermente diversa, ma solo perché la crisi cambia faccia. Trasformerà i suoi effetti e da lotta interna alla coalizione di maggioranza diventa disinteresse di parte del centrosinistra. I consigli comunali diventano spassionati e alla fine ad averla la meglio saranno i “civici”. Michelini riesce così a nominare assessore Maurizio Tofani, senza troppi problemi, dopo il dramma scoppiato a dicembre.

Il quadrimestre inizia però con la grande festa per la promozione della Viterbese. Dopo anni di sofferenze i gialloblù ottengono il diritto di giocare tra i professionisti. Parte così un lungo braccio di ferro tra il Comune e la proprietà per adeguare lo stadio Rocchi alle nuove esigenze. I lavori si faranno, ma con tanti patemi d’animo. Nel frattempo Arduino Troili dopo aver bruciato la poltrona tornerà in Consiglio comunale, si avvierà il bando per il cinema Genio, andato a vuoto miseramente, e sarà inaugurato il sito web del Comune di Viterbo. Questo uno dei disastri dell’anno: l’inserimento dell’immagine del duomo di Orvieto al posto di quella del duomo di Viterbo arriverà fino al Tg5. I 5 Stelle parleranno di spreco di denaro pubblico. Come dargli torto? A Maggio riparte anche  il percorso per la candidatura a Capitale della cultura. Già dai primi incontri sono emergono i germi che infetteranno la proposta: il coinvolgimento delle realtà culturali cittadini è superficiale e i nomi scelti come testimonial (Don Mazzi e Vittorio Sgarbi) sono calati dall’alto. Alla fine la candidatura si farà insieme a Orvieto e Chiusi, con un’altra decisione imposta alla platea di realtà che aveva accettato il dialogo con il Comune. Viterbo rimarrà fuori dalle dieci città finaliste, ma questa è una decisione che verrà presa più avanti. Intanto in provincia si affermano nuove esperienze politiche con l’elezione a sindaco di giovani come Emanuele Rallo ed Emanuele Maggi.

Siamo a giugno, Tofani alla fine ce l’ha fatta, in Consiglio entra Claudio Mecozzi e i veti dei serra-panunziani si spostano su Livio Treta, che dovrà aspettare qualche mese per ottenere la delega allo Sport. Giugno anche il mese dell’esplosione del caso Vita Autonoma, con 26 disabili rimasti senza l’assegno terapeutico (ancora non lo hanno riottenuto nonostante l’intervento della Regione). Tra le buone notizie il completamento dei lavori allo Stadio Rocchi e l’avvio delle opere per un nuovo tratto della Trasversale.

Luglio si apre con la notizia drammatica dell’attentato di Dacca nel quale morirà la viterbese Nadia Benedetti. Nel frattempo la Prefettura ufficializza l’azione popolare nei confronti di Francesco Moltoni per arrivare alla sua decadenza. Infine la Talete avvia la ricerca di partner privati: l’identikit, poi confermato, porta ad Acea.

Ad Agosto iniziano i preparativi per il Trasporto. E non si parla quasi d’altro.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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