Dalla Tuscia a Pontida, ecco i "barbari sognanti" del viterbese
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Andrea Micci: "La grande partecipazione da Viterbo e provincia dimostra la passione e la convinzione dei nostri militanti, orgogliosi di essere al fianco di Matteo Salvini e di un progetto politico che guarda avanti con radici solide e cuore italiano”.

PONTIDA – I “barbari sognanti” viterbesi all’appuntamento di Pontida. “La Lega della Provincia di Viterbo ha preso parte con entusiasmo e in gran numero all’appuntamento di Pontida 2025, quest’anno dedicato al tema “Liberi e Forti”. Una delegazione numerosa di militanti, amministratori e simpatizzanti della Tuscia ha raggiunto il prato simbolo della Lega, unendo la propria voce a quella di migliaia di italiani che credono in un futuro fondato su libertà, identità e coraggio”, scrivono dalla segreteria provinciale del Carroccio.

“Essere ‘Liberi e Forti’ significa non piegarsi di fronte alle difficoltà, difendere le nostre comunità e i nostri valori, costruire insieme un’Italia più giusta e più sicura – ha dichiarato il segretario provinciale Andrea Micci –. La grande partecipazione da Viterbo e provincia dimostra la passione e la convinzione dei nostri militanti, orgogliosi di essere al fianco di Matteo Salvini e di un progetto politico che guarda avanti con radici solide e cuore italiano”.

“È stata anche l’occasione per ricordare con affetto Charlie Kirk, figura in cui tutti noi ci identifichiamo, vittima di un impensabile assassinio solo per aver espresso le proprie idee e i propri valori, cercando sempre il confronto democratico”. Così dichiara Elisa Cepparotti, coordinatore comunale di Viterbo.

“Pontida si conferma così un momento non solo politico, ma identitario, dove la Lega ribadisce la propria unità nazionale e il legame indissolubile con i territori. La Lega viterbese torna a casa con rinnovato entusiasmo, pronta a portare avanti le battaglie quotidiane al servizio dei cittadini, nel segno dei “Liberi e Forti””. Conclude la nota del partito salviniano.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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