Dalla trincea di Belcolle medici e infermieri lanciano un messaggio di speranza ai viterbesi: "Insieme ai nostri pazienti combattiamo, voi dateci una mano e state a casa"
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VITERBO - I medici e gli infermieri di Rianimazione e Malattie Infettive di Belcolle raccontano la vita in trincea, nella battaglia al terribile Covid-19.

VITERBO – I medici e gli infermieri di Rianimazione e Malattie Infettive di Belcolle raccontano la vita in trincea, nella battaglia al terribile Covid-19.

“Si può, e si deve, credere in ciò che la medicina e tutti noi operatori stiamo facendo. Quando si varca la soglia dell’ospedale non è “la fine”, ma l’inizio di una sfida che noi, per primi, vogliamo vincere. Siamo con voi durante tutto il percorso di cura. Prima che medici e infermieri, siamo uomini e donne – questo il messaggio che arriva a tutti i cittadini del Viterbese da Belcolle. 

Sì, ve lo diciamo con il cuore: noi al traguardo vogliamo arrivarci con voi. Ed è esattamente questo che abbiamo fatto con il primo paziente estubato e, con gioia, trasferito alla sub-intensiva. Siamo stati insieme.

Insieme quando ha parlato per la prima volta con la famiglia. Insieme lo siamo stati con tutti i pazienti trasferiti della sub-intensiva al reparto.

Ogni vittoria dei nostri pazienti è anche una nostra vittoria e, in questi giorni, di vittorie ne stiamo contando. Perché raccontarvi tutto questo?

Perché aver fiducia e crederci è in questo momento il miglior contributo che possiate darci. Per il resto ci siamo noi. Con la nostra passione, la nostra professionalità e la nostra esperienza di medici e di infermieri della rianimazione e delle malattie infettive dell’ospedale Belcolle”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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