Dalla maggioranza un bye bye a Maurizio Tofani e Francesco Moltoni
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Inserire in assestamento di bilancio la voce relativa alla sentenza della Corte dei Conti sulla vicenda Cev è equivalso a una mossa da ko verso Tofani e Moltoni.


Il voto sull’assestamento di bilancio è parso agli occhi dei più attenti osservatori della politica locale un bel cavallo di Troia. Fuori il legno dei numeri e dentro la parola fine sull’esperienza consiliare di Maurizio Tofani e Francesco Moltoni.

Tutto è stato giocato sulla spiaggia della vicenda Cev. Vicenda che è arrivata fino al capitolo condanna della Corte dei Conti per chi negli anni dell’amministrazione Gabbianelli votò per introdurre capitali nella partecipata in crisi di liquidità. 900mila euro da restituire al Comune di Viterbo, di cui i due consiglieri di Oltre le mura devono rispondere in parte: 80mila euro a testa.

Soldi, questi della vicenda Cev, che non figuravano sul bilancio di previsione e che invece hanno fatto bella mostra di sé in questo di assestamento. Era proprio necessario inserirli? Questa la domanda che in parecchi si sono posti in questi giorni. E su cui esistono diverse scuole di pensiero.

Se lo è chiesto, e lo ha chiesto in consiglio comunale, anche il consigliere Paolo Simoni. Anche lui in quota Oltre le mura, che con questa domanda ha di fatto aperto la liturgia. A tagliare la testa al toro il ragioniere capo Stefano Quintarelli. Lo stesso ha spiegato, in buona sostanza, che l’inserimento della voce è stato di fatto un atto dovuto. La Corte dei Conti ha spedito al Comune la sentenza di condanna nel mese di maggio, a settembre Palazzo dei Priori ha inviato la sua richiesta ai condannati di pagare.

L’inserimento in bilancio di questa voce obbliga ora il Comune a esigere quei soldi. Se Tofani e Moltoni non pagheranno cadranno in uno status di incompatibili, secondo quanto previsto da una specifica norma che disciplina questo tipo di situazioni.

Ecco perché di fatto questa sera la maggioranza ha accompagnato alla porta i due. L’incompatibilità dovrà essere votata in consiglio, ma come “atto dovuto” è stato inserire la voce Cev nel bilancio “atto dovuto” sarà votare sull’incompatibilità di chi non dovesse pagare.

Intanto si alzano dalla panchina di Oltre le mura Claudio Mecozzi e Vita Sozio. Presto potrebbero entrare in campo. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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