Dalla Georgia a Viterbo per studiare le patate del Consorzio ortofrutticolo Alto Viterbese
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A Grotte di Castro la delegazione caucasica ha preso visione dell’intero ciclo produttivo, dello stoccaggio, delle procedure di tracciabilità, del laboratorio analisi e della strategia per la commercializzazione del prodotto

Dalla Georgia a Viterbo per studiare le nostre patate. La delegazione georgiana arrivata nella Tuscia la scorsa settimana ha visitato lo stabilimento di Grotte di Castro del Consorzio Cooperativo Ortofrutticolo Alto Viterbese (Ccorav). Lì si è tenuto un tavolo tecnico tra i responsabili della struttura ed una delegazione dello Stato della Georgia costituita dai rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, dell’associazionismo e della ricerca georgiana.

L’incontro rientra in un ciclo di visite in Italia della delegazione georgiana per conoscere e approfondire le migliori pratiche inerenti la protezione e l’applicazione delle indicazioni geografiche dei prodotti alimentari e comprendere quali sono i meccanismi di controllo interni alla filiera.  “Ccorav – sottolineano i responsabili della realtà consortile – è stato scelto poiché leader nel settore della commercializzazione della patata dell’alto Viterbese, potendo fregiarsi del marchio Igp per il prodotto”.

A Grotte di Castro la delegazione caucasica ha preso visione dell’intero ciclo produttivo, dello stoccaggio, delle procedure di tracciabilità, del laboratorio analisi e della strategia per la commercializzazione del prodotto patata, ma anche della gestione di tutte le piattaforme produttive della struttura e delle analisi organolettiche che vengono svolte per il controllo costante della qualità del prodotto.

A rappresentare il Ccorav c’erano il presidente del Consorzio Augusto di Silvio, il responsabile commerciale Vincenzo Rosati, il responsabile amministrativo Roberto Pucci, l’agronomo Mirko Giuliani ed il responsabile del laboratorio analisi Edoardo Gobattoni. Con loro, anche una rappresentanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del nostro Governo.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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