

ACQUAPENDENTE — (Foto Maurizio Di Giovancarlo) C’è chi crede che il progresso consista nell’andare in giro con un marchingegno luminoso in tasca, dimenticandosi persino da dove vengono le uova che mangia la mattina. Ma qui, grazie a Dio, siamo a Acquapendente, dove la terra ha ancora la cresta dura e la gente sa perfettamente che il pane si fa con il sudore della fronte e non con un click.
Dal 20 al 23 agosto 2026, le pietre del nostro centro storico torneranno a respirare l’odore buono della paglia, del vino schietto e della fatica vera. Torna il Viaggio nella Civiltà Contadina e Artigiana: quattro giorni in cui il XXI secolo viene cortesemente invitato a mettersi in un angolo a riflettere, mentre la storia vera, quella fatta di calli sulle mani e risonanze di fisarmoniche, riprende il suo posto d’onore.
Perché qui non si tratta di fare le cose per i forestieri o per darsi un tono nei salotti buoni. Qui si tratta di ricordare chi siamo. Nelle piazze e vicoli rivivranno le scene di una volta: la veglia nell’aia dove ci si raccontava la buonanotte guardando le stelle, il solenne corteo contadino e artigiano, e il genuino matrimonio contadino, celebrato senza fronzoli ma con la benedizione del buon senso e del buon vino.
Ci saranno gli attrezzi agricoli che profumano di terra, i banchi degli artigiani che lavorano con la grazia antica delle mani e, naturalmente, gli stand enogastronomici. E che nessuno si azzardi a parlare di diete: qui si mangia secondo le ricette dei nostri vecchi, che sapevano bene come ritemprare l’anima e la schiena dopo una giornata nei campi.
Per l’occasione, anche i musei cittadini spalancheranno le porte, quasi a voler rammentare che la nostra terra non è solo sassi e memoria, ma un’anima viva che batte forte. Il Comune, le associazioni e tutte le braccia volenterose del paese hanno fatto il miracolo, col patrocinio della Regione e della Provincia che stavolta, per fortuna, non hanno guastato la festa.
Insomma, cari lettori e viandanti di passaggio: lasciate perdere gli schermi piatti e venite a mettere i piedi sulla terra vera. La vanga non mente mai, e i nostri vecchi avevano da insegnarci molto più di quanto non dicano i libri d’oggi.
















