Dagli Etruschi al Rinascimento: viaggio tra immagini e immaginari di una città
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VITERBO - Con Alla scoperta del Lazio, il progetto della Regione Lazio che prevede dal 5 al 7 aprile una serie di eventi straordinari, visite guidate, degustazioni e laboratori per far conoscere le bellezze dei comuni del territorio laziale, si conclude il viaggio tra i comuni che hanno concorso al titolo "Città della cultura 2019".

VITERBO – Dagli etruschi al Rinascimento: viaggio tra immagini e immaginari di una città. Appuntamento domenica 7 aprile alle 10,30.
L’iniziativa rientra nel progetto Alla scoperta del Lazio dedicato ai comuni laziali che hanno concorso al titolo Città della Cultura 2019

Con Alla scoperta del Lazio, il progetto della Regione Lazio che prevede dal 5 al 7 aprile una serie di eventi straordinari, visite guidate, degustazioni e laboratori per far conoscere le bellezze dei comuni del territorio laziale, si conclude il viaggio tra i comuni che hanno concorso al titolo “Città della cultura 2019”. E Viterbo rientra tra i comuni partecipanti.

“Viterbo col progetto G.R.A., Grande Raccordo delle Arti, ha proposto una nuova visione della gestione, della valorizzazione e della promozione del patrimonio storico, artistico e naturalistico della città – spiega l’assessore alla cultura e al turismo Marco De Carolis -. Nell’ambito dell’iniziativa della Regione Lazio per questo fine settimana, Viterbo ha organizzato la visita guidata gratuita “Dagli Etruschi al Rinascimento: viaggio tra immagini e immaginari di una città”.

Un viaggio affascinante tra miti, leggende e storia della città. Etruscologia, Medioevo, Rinascimento per una visita imperdibile e adatta a tutti, a cura di Valentina Berneschi. Un viaggio che toccherà il Palazzo dei Priori, il quartiere medievale di San Pellegrino e piazza san Lorenzo”. L’appuntamento promosso dal Comune di Viterbo – assessorato alla cultura e al turismo – è per domenica 7 aprile alle ore 10.30 all’Ufficio Turistico di Viterbo (piazza Martiri d’Ungheria). Info: info@visit.viterbo.it

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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