

VITERBO – Un copione vecchio, ma con un nuovo, inquietante aggiornamento che rischia di trarre in inganno anche i più diffidenti. A Viterbo è scattato l’allarme per il ritorno della truffa dello specchietto, un reato odioso che questa volta prende di mira gli anziani simulando addirittura la presenza di forze dell’ordine sul posto.
A lanciare l’allerta, nelle ultime ore, sono stati alcuni cittadini infuriati che hanno voluto diffondere la dinamica del raggiro sui social e nelle chat di quartiere per evitare che altre persone fragili possano cadere nella trappola di questi criminali senza scrupoli. La tecnica di base è quella classica: i truffatori provocano un finto rumore d’impatto sulla fiancata dell’auto della vittima (spesso lanciando una pallina o un piccolo oggetto) e poi la costringono a fermarsi, accusandola di aver rotto lo specchietto della loro vettura.
La variante viterbese segnalata dai residenti, però, è molto più subdola. Uno dei malviventi si presenta infatti come un sedicente poliziotto in borghese, mostrando una presunta “auto di servizio”. Con fare inizialmente accomodante ma psicologicamente intimidatorio, il finto agente suggerisce alla vittima di risolvere la questione bonariamente sul momento: la richiesta è di andare subito al bancomat a prelevare 500 euro in contanti per risarcire il danno.
Per rendere la messa in scena ancora più credibile e mettere pressione all’anziano, il truffatore simula persino una telefonata davanti alla vittima, fingendo di contattare i colleghi del comando di Grosseto per “consigliarsi sul da farsi” e paventando l’intervento dei Carabinieri e il sequestro del mezzo in caso di mancato accordo immediato. L’episodio ha scatenato una fortissima ondata di indignazione in città. Nei messaggi di allerta rimbalzati tra i residenti, la rabbia è comprensibilmente altissima: “Maledetti truffatori che vi approfittate dei nostri genitori anziani! Avvisate tutti i vostri parenti che sono tornate queste truffe. Non cascateci, non andate al bancomat e chiamate subito il 112”.
Le forze dell’ordine, da tempo impegnate nel contrasto a questo tipo di reati predatori, ricordano tre regole fondamentali per non cadere nel tranello. Nessun pagamento in contanti: Poliziotti, Carabinieri o agenti delle Assicurazioni non chiedono mai denaro contante in strada per chiudere un sinistro, né tantomeno vi accompagneranno mai a un bancomat per prelevare. Chiamare sempre i numeri di emergenza: Se qualcuno vi accusa di aver urtato la sua auto e l’atmosfera si fa tesa, rimanete dentro la vettura con i finestrini chiusi e digitate immediatamente il 112. Il semplice gesto di prendere il telefono e chiamare le autorità reali è quasi sempre sufficiente a far mettere in fuga i truffatori. Attenzione ai dettagli: segnarsi il modello, il colore e soprattutto i numeri della targa della macchina dei truffatori può essere decisivo per permettere a Polizia e Carabinieri di rintracciarli e fermarli.

















