Da sindaco di Viterbo a 198 preferenze, Arena in consiglio solo se vince Troncarelli
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - La caduta anticipata dell'amministrazione Arena a un passo dallo scorso Natale rimarrà nella storia della città come un qualcosa di poco comprensibile ai più.

VITERBO – La caduta anticipata dell’amministrazione Arena a un passo dallo scorso Natale rimarrà nella storia della città come un qualcosa di poco comprensibile ai più. Oggi vengono costruite e circolano ricostruzioni fantasiose di raffinate strategie su quel passaggio. Francamente non le riteniamo possibili e ci fa specie che certe letture di quegli accadimenti fatte dai protagonisti stessi suonino così bizzarre. 

Quella caduta fu figlia di un cattivo dialogo, di una pessima comunicazione e di un clima di “famo a farcela” da brividi. Un qualcosa che in realtà nacque fuori Palazzo dei Priori ed esattamente dall’altra parte della strada, in quel di Palazzo Gentili. A innescare la macchina della caduta l’elezione sull’asse Pd-Forza Italia di Alessandro Romoli a presidente della Provincia. Poi è venuto giù il cielo e in continuità con quell’operazione Arena oggi si trova all’interno di una civica in appoggio al candidato Pd Alessandra Troncarelli. 

Forse per lui una strada obbligata ma il risultato ottenuto alle urne di 198 voti lo costringe a sperare nella vittoria di Troncarelli per entrare in consiglio comunale. Altrimenti anche per lui l’attività politica sarà giunta al capolinea dopo tanti anni. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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