Da Ronciglione a New York: il successo di Giovanni e del suo ristorante a Manhattan
Giovanni-Bartocci
Gli Stati Generali La Fune
Metti un piatto di spaghetti alla carbonara, metti New York in zona Manhattan, un ristorante true-italian e avventori del calibro di Woody Allen, mescoli e quel che viene fuori è il ritratto di un ragazzo arrivato da Ronciglione e del suo socio che hanno aperto uno dei migliori ristoranti italiani della Grande Mela.

Metti un piatto di spaghetti alla carbonara, metti New York in zona Manhattan, un ristorante true-italian e avventori del calibro di Woody Allen, mescoli e quel che viene fuori è il ritratto di un ragazzo arrivato da Ronciglione e del suo socio. Dal 2012 il giovane di Ronciglione Giovanni Bartocci gestisce il ristorante Via della Pace insieme al socio Marco Ventura. Un ristorante che negli anni si è imposto nella scena newyorchese senza tante discussioni affermando i piatti della tradizione italiana come in pochi riescono a fare.

Secondo alcuni infatti, i piatti di Giovanni Bartocci e Marco Ventura, sono tra i migliori di Manhattan. La loro carbonara è considerata una delle migliori della città e pure l’amatriciana e il loro tiramusù non avrebbero nulla da invidiare ai migliori della tradizione romana. Successo che li ha portati a conoscere le principali celebrità della Grande Mela, tra cui il grande Woody Allen.

Pure su TripAdvisor, il social network che permette agli iscritti di valutare i locali e che è sempre molto discusso, assegna al ristorante un punteggio molto alto con una media di 4,5 stellette su 5 con circa 500 recensioni registrate. Come hanno raccontato in una intervista al Magazine west46thmag.com i due si sono conosciuti nel 2008 a New York e dopo pochi anni hanno avviato l’attività. Un’attività che è stata raccontata anche dal New York Times.

Ma Giovanni non è solo un ottimo ristoratore, la sua immagine infatti è nota al grande pubblico di New York anche per essere riuscito nel 2011 a festeggiare in campo insieme ai Packers la vittoria del Superbowl.

Nella foto il socio di Giovanni Bartocci, Marco Ventura, insieme a Woody Allen.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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