Da quarant'anni continua il sogno della Vitersport
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Gli Stati Generali La Fune
La società sportiva paralimpica di Viterbo ricorda la sua attività a partire dai Giochi dell'Avvenire del 1976

Un traguardo importante quello della Vitersport, che da ben quarant’anni coltiva il suo sogno di rendere possibile lo sport a persone con disabilità. Una sfida iniziata nel 1976 con l’organizzazione dei Giochi dell’Avvenire e arrivata fino ad oggi. La società sportiva viterbese conta un numero impressionante di attività: basket, tennis, tiro con l’arco, atletica leggera, tennis tavolo, sci, calcio balilla e una squadra di hockey che milita nel campionato A1.

Un traguardo che è stato festeggiato ieri, durante la conferenza stampa di inizio anno al bar Lux di Viterbo, nel quale si sono incontrati tutti quelli che in questi anni hanno aderito al progetto di Vitersport, portandolo dove è ora. Durante l’evento, inoltre, sono stati presentati i progetti per questo 2016, che puntano ad ampliare gli sport e le attività svolte dall’associazione sportiva e a coinvolgere sempre più atleti. Finora la società conta circa 70 atleti provenienti da tutta la provincia, ma vuole crescere ancora.

Negli anni la ViterSport si è anche affiliata con il Cip(Comitato italiano paralimpico), la Fiwh (Federazione italiana hockey in carrozzina elettronica), la Fci (Federazione ciclistica italiana), la Fisdir (Federazione sport disabilità intellettiva e relazionale) e la Finp (Federazione nuoto paralimpico), il tutto per espandere le prospettive dei propri atleti, che ora possono partecipare a campionati di rilevanza nazionale, proprio come accade per l’hockey.

Da quest’anno, infine, la Vitersport entrerà anche nelle scuole, attraverso un progetto di informazione e sensibilizzazione sullo sport paralimpico, in modo da avvicinare sempre più giovani a queste importanti tematiche.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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